Episodios

  • [Best of] Perché continui anche quando senti che non è più la tua strada?
    Apr 2 2026

    Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.


    Quante volte hai continuato qualcosa anche quando dentro di te sapevi che non ti rappresentava più?


    Un lavoro, una relazione, una direzione che avevi scelto ma che, a un certo punto, hai iniziato a portare avanti senza più essere davvero convinta?


    E la spiegazione sembra sempre la stessa: devo essere coerente.


    Ma il problema, a volte, è proprio questo.


    In questo episodio parliamo di cosa succede quando la coerenza smette di essere una scelta consapevole e diventa qualcosa che portiamo avanti per abitudine, per paura o semplicemente perché “ormai abbiamo iniziato”.


    Perché restare può essere una forma di integrità.


    Ma può anche diventare un modo per non fermarsi a capire se quella strada è ancora la nostra.


    In particolare, riflettiamo su:


    • la differenza tra restare per scelta e restare per inerzia
    • come riconoscere quando la fatica è sana e quando invece è un segnale
    • il rischio di continuare solo perché abbiamo già investito tempo ed energia
    • cosa significa cambiare direzione senza viverlo come un fallimento


    Essere coerenti non significa restare sempre fedeli a una scelta.


    A volte significa avere il coraggio di rimetterla in discussione.


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    12 m
  • Declino cognitivo: la pandemia invisibile che parte da giovani (e cosa puoi fare). Con la neurologa D.ssa Miryam Cannizzaro
    Mar 31 2026

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    Quella sulla salute del cervello è un tema che, oggi come mai, riguarda ognuno di noi ma di cui parliamo ancora troppo poco.


    Siamo abituati a pensare alla prevenzione come a qualcosa che riguarda il corpo, il peso, l’alimentazione ma raramente includiamo in questa conversazione il cervello, anche se è l’organo che più di tutti determina chi siamo, come pensiamo, come ricordiamo, come viviamo.


    Ed è qui il problema: non ce ne occupiamo finché non iniziano a comparire i primi segnali.


    In questo episodio, insieme alla dottoressa Miryam Cannizzaro neurologa specializzata in malattie cerebrovascolari e prevenzione, portiamo fuori dal contesto medico un tema cruciale della nostra salute: cosa significa davvero prendersi cura del proprio cervello, e perché la prevenzione, in questo caso, inizia molto prima di quanto immaginiamo.


    In particolare toccheremo temi come:


    • perché le malattie neurodegenerative iniziano molto prima dei sintomi
    • perché parlare di “demenza senile” è spesso riduttivo e fuorviante
    • il concetto di riserva cognitiva e perché può fare una grande differenza nel tempo
    • l’impatto del nostro stile di vita sulla prevenzione della salute del cervello (alimentazione, sonno, stress, attenzione)
    • il ruolo dell’infiammazione cronica nella salute del cervello
    • concentrazione, lucidità mentale, device e igiene del sonno


    Non è una puntata che vuole spaventare, ma una conversazione che invita a spostare lo sguardo e a calare nella nostra quotidianità un aspetto della salute che, oggi come mai, ha bisogno di tornare centrale.


    Perché il cervello che avremo tra molti anni non si costruisce all’improvviso ma prende forma, lentamente, nelle scelte di ogni giorno.


    E forse iniziare a vederlo può cambiare il modo in cui ci prendiamo cura di noi.


    Puoi approfondire questi ed altri temi dedicati alla salute del cervello e dell’organismo nel podcast Brain Care della dottoressa Miryam Cannizzaro: https://open.spotify.com/show/1enqmyFz71wieptRwcoR8o?si=11d6456af30b44ed


    Trovi la dottoressa anche su Instagram: @_brainbyte


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    1 h y 37 m
  • [Best of] Il segreto per portare avanti qualsiasi obiettivo nel tempo
    Mar 26 2026

    Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.


    Quante volte inizi qualcosa che per te è importante… e all’inizio riesci anche a essere costante.


    Ti impegni, tieni il ritmo, fai quello che avevi deciso di fare. Poi però passa un po’ di tempo… e non succede niente: i risultati non arrivano o non arrivano come ti aspettavi.


    E piano piano inizi a rallentare, a perdere energia, a mollare.


    E la conclusione sembra sempre la stessa: non sono abbastanza costante.


    Ma il problema, spesso, non è quello.


    In questo episodio parliamo di cosa succede quando colleghiamo il nostro impegno ai risultati e di quanto questo renda difficile portare avanti qualsiasi obiettivo nel tempo.


    Perché la costanza può esserci, almeno all’inizio.


    Ma quando non c’è un ritorno immediato, quello che viene meno non è la disciplina: è la capacità di restare.


    E quello che chiamiamo “mancanza di costanza” è spesso qualcos’altro: una mancanza di pazienza.


    In particolare, riflettiamo su:


    • perché smettiamo anche quando stiamo facendo le cose giuste
    • la differenza tra costanza e pazienza
    • cosa significa continuare senza dipendere dai risultati
    • la regola delle 52 settimane per capire cosa è davvero una priorità


    Portare avanti un obiettivo non è solo una questione di forza di volontà o disciplina.


    C’è qualcosa di più semplice, ma anche più difficile: dare alle cose abbastanza tempo.


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    16 m
  • Perché perdi la motivazione (anche quando è importante per te)
    Mar 24 2026

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    Quante volte iniziamo un progetto, partiamo carichi a molla… e poi ci ritroviamo spompati, privi di motivazione, con un senso di noia e resistenza che prima non c’era?


    In quei momenti la prima conclusione a cui arriviamo è quasi sempre la stessa: mi manca disciplina, non ho abbastanza forza di volontà, forse non sono fatta per questa cosa.


    Ma spesso il problema non è quello.


    La perdita di motivazione non è sempre qualcosa da combattere o da forzare.


    Molto spesso è un segnale. Un sintomo che ci sta dicendo che sotto la superficie sta succedendo qualcos’altro.


    In questo episodio esploriamo cosa può nascondersi davvero dietro quei momenti in cui l’entusiasmo iniziale svanisce e iniziamo a chiederci se ha senso continuare oppure no.


    In particolare riflettiamo su:


    • perché la motivazione non è una bussola ma un sintomo
    • le tre cause più comuni dietro la perdita di motivazione: stanchezza, pressione e perdita di significato
    • come distinguere tra noia, frustrazione e saturazione quando portiamo avanti un progetto
    • cosa fare quando la pressione del giudizio o dei risultati inizia a spegnere l’entusiasmo
    • come capire se il problema è solo un momento di stanchezza… o se qualcosa non è più allineato con noi


    Una riflessione per imparare a leggere meglio quei momenti in cui sembra che qualcosa dentro si sia spento… e capire cosa farne.


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    51 m
  • [Best Of] Positività tossica ed invalidazione emotiva: come logorano le relazioni
    Mar 19 2026

    Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.


    Quante volte, quando provi a parlare di qualcosa che ti ha ferito o fatto stare male, ti senti rispondere con frasi come: “Ma dai, non è niente.” “Non devi sentirti così.” “Troviamo subito una soluzione.”


    Spesso queste frasi nascono da una buona intenzione: il desiderio di aiutare, di alleggerire, di far stare meglio la persona che abbiamo davanti.


    Eppure, nel lungo periodo, possono produrre l’effetto opposto.


    Perché quando un’emozione viene minimizzata, corretta o risolta troppo velocemente, quello che l’altro può percepire è qualcosa di molto diverso: la sensazione che non ci sia spazio per quello che prova.


    In questo episodio parliamo di invalidazione emotiva e di positività tossica: due dinamiche molto comuni nelle relazioni che spesso nascono senza cattive intenzioni, ma che nel tempo possono creare distanza e incomprensione.

    In particolare, riflettiamo su:


    • perché frasi come “non devi sentirti così” possono invalidare l’esperienza emotiva dell’altro
    • la differenza tra sfogarsi e lamentarsi
    • perché molte persone reagiscono alle emozioni cercando subito una soluzione
    • il motivo per cui nelle relazioni intime abbiamo bisogno prima di tutto di spazio emotivo e ascolto
    • come imparare a sostenere chi amiamo senza correggere quello che prova


    A volte, quando qualcuno si apre con noi, il dono più grande che possiamo fare non è una soluzione.


    È la capacità di restare lì, dentro quell’emozione, insieme.


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    9 m
  • La verità sull’amicizia da adulti: come cambiano le relazioni
    Mar 17 2026

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    Quella sull’amicizia è una puntata che ho rimandato a lungo.


    Per molto tempo è stato un argomento difficile per me: uno di quelli che non trattiamo facilmente quando non abbiamo ancora trovato un modo chiaro per guardarlo.


    Negli anni mi sono fatta molte domande sulle amicizie: perché alcune relazioni che sembravano fondamentali cambiano, si allontanano o finiscono? Perché io non ho quel gruppo di amici “da sempre e per sempre” che la società sembra considerare la normalità?


    Sono io quella sbagliata?


    In questo episodio parto dalla mia esperienza personale per rispondere ad uno dei topic più richiesti e riflettere su come stanno cambiando le amicizie oggi e su cosa significa costruire relazioni significative nell’età adulta.


    In particolare riflettiamo su:


    • perché alcune amicizie che sembravano fondamentali smettono di corrisponderci
    • cosa succede quando tra due persone nasce uno sfasamento di vita, valori o priorità
    • come vivere gli allontanamenti senza leggerli solo come abbandoni
    • perché l’idea romantica dell’amicizia “per sempre” può diventare una trappola
    • cosa rende così difficile fare amicizia nell’età adulta
    • il ruolo della prossimità, del tempo e dell’intenzione nel costruire nuove relazioni
    • perché oggi l’amicizia ha bisogno di essere coltivata in modo più consapevole


    Forse l’amicizia non è qualcosa di statico.


    Forse, come spesso accade nella vita, alcune persone arrivano per una ragione, altre per una stagione, e altre ancora restano davvero per sempre.


    E imparare a riconoscere queste differenze può aiutarci a vivere le relazioni con più maturità, più apertura e meno senso di colpa.


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    55 m
  • [Best of] Nuove abitudini: perché il metodo “da domani cambio tutto” non funziona
    Mar 12 2026

    Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.


    Quante volte ti sei detto: “Da domani cambio tutto.” “Da domani divento vegana.” "Da domani mangio meglio.” “Da domani mi alleno ogni giorno”… e dopo qualche giorno tutto torna come prima.


    E la conclusione sembra sempre la stessa: non ho abbastanza forza di volontà.


    Ma il problema, spesso, non è quello.


    In questo episodio parliamo della mentalità del tutto o niente e di quanto possa essere poco efficace quando proviamo a costruire un’abitudine che richiede di imparare qualcosa di nuovo.


    Creare una nuova abitudine, infatti, non è solo una decisione (come può esserlo smettere di fare qualcosa): è spesso un processo di apprendimento.


    E quando chiediamo a noi stessi di cambiare troppo velocemente, quello che chiamiamo fallimento è spesso solo una richiesta irrealistica, perché non ci siamo dati il tempo necessario per imparare e costruire passo dopo passo.


    In particolare, riflettiamo su:


    • perché il mindset del tutto o niente ci porta a fallire più spesso
    • la differenza cruciale tra togliere un’abitudine e costruirne una
    • il ruolo della curva di apprendimento nei cambiamenti e costruzioni di una nuova abitudine
    • il metodo dei building blocks: passare dal “da domani cambio tutto” al “da domani metto il primo mattoncino”


    I cambiamenti che durano non nascono da una rivoluzione improvvisa né sono una questione di forza di volontà o enorme sacrificio. Dietro c’è qualcosa di molto più semplice: un mattoncino alla volta.


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    11 m
  • Il vero motivo per cui alcune persone crollano nei momenti difficili (e altre no)
    Mar 10 2026

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    Ci sono momenti in cui la vita diventa semplicemente troppo.


    Momenti in cui il dolore arriva forte, oppure in cui tante difficoltà si accumulano fino a farci sentire schiacciati. Momenti in cui le energie si abbassano, la mente corre e diventa difficile capire come attraversare tutto questo senza sentirsi travolti.


    Una persona della community mi ha scritto proprio di questo: dei momenti bui, dei periodi in cui i problemi della vita sembrano pesare più del solito, e della domanda che prima o poi tutti ci facciamo: come si attraversa il dolore senza perdere stabilità?


    Ma anche di un’altra domanda molto interessante: si può essere grati anche nei momenti bui?


    Perché ci sono persone che, anche davanti a difficoltà enormi, riescono a ritrovare una certa pace… mentre altre si sentono completamente travolte?


    Questa domanda apre in realtà un tema molto più grande: il modo in cui viviamo il dolore, la sofferenza e il senso di fatica nella nostra vita.


    In particolare, riflettiamo su:


    • la differenza tra dolore e sofferenza
    • il concetto di accettazione radicale e perché può alleggerire il peso delle situazioni difficili
    • il perimetro della responsabilità e cosa succede quando viviamo nell’iper-responsabilità
    • quanta energia perdiamo cercando di controllare ciò che non è in nostro potere
    • un modo più concreto e meno “romantico” di vivere la gratitudine
    • il ridimensionamento: riportare le difficoltà nel momento presente invece di proiettarle in un futuro infinito


    Con questa puntata voglio offrirti una chiave per portare più stabilità nella tua vita. Non per negare le difficoltà o far finta che il dolore non esista, ma per imparare a distinguere tra ciò che accade davvero e la storia che iniziamo a raccontarci su ciò che accade. Per tornare un po’ di più al timone della nostra vita.


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