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Radio degli studenti universitari di Cagliari. Mission del media è raccontare il movimento culturale e la città nei suoi molteplici aspetti© Unica Radio Ciencias Sociales Música Política y Gobierno
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  • The Youngest Rapper di Cagliari: intervista a MUP
    Mar 1 2026
    MUP: dal freestyle in piazza allo studio di registrazione

    A soli 16 anni, MUP ha già le idee chiare. Ospite ai microfoni di Unica Radio, il giovane rapper e freestyler cagliaritano ha raccontato il suo percorso nell’hip hop, dalle prime tag ai live davanti a migliaia di persone.

    L’inizio è quello classico: amici, graffiti, piazze e freestyle.

    «Mi sono avvicinato all’Hip-Hop tramite amici, facendo le prime tag. Poi il freestyle tra il Bastione e le piazze mi ha aiutato tantissimo», racconta.

    Da lì il passaggio alla scrittura è stato naturale. Barre nate “a scazzo” durante le jam tra amici sono diventate testi strutturati. L’idea iniziale era pubblicare un brano, non costruire un percorso. Poi qualcosa è cambiato. «Ho iniziato a scrivere seriamente e la roba ha continuato.»

    Produzione, mix e controllo creativo

    Oggi MUP vive la musica a 360 gradi. Non solo scrittura, ma partecipazione attiva alla produzione, al recording e persino al mix e master.

    «Partecipo a tutte le sessioni. Dal beat al rec, fino al mix. Così posso esprimermi meglio su come voglio la voce.»

    Un approccio che dimostra maturità artistica e volontà di controllo creativo, raro per un artista così giovane.

    All’inizio, però, il percorso era diverso. Le prime tracce nascevano su type beat trovati online. «Non sapevo distinguere un beat, un type beat, una produzione. La mia prima canzone è ancora su YouTube perché non ho i diritti.»

    Con il tempo il metodo si è evoluto: ispirazione dai type beat, ma poi ricreazione totale in studio con i produttori. «La cosa figa è che puoi prendere l’ispirazione e poi cambiare tutto. Alla fine uscivano beat nostri.»

    L’esperienza ad Ateneika e l’emozione del palco

    Tra i momenti più forti del percorso di MUP c’è sicuramente l’esibizione ad Ateneika, uno dei festival più importanti del panorama cagliaritano.

    «È stata una roba crazy. Non mi ricordo molto, per l’emozione. Dopo essere sceso dal palco mi sono sentito male e mi è venuta la febbre.»

    Un’esperienza intensa, resa possibile grazie al collettivo No Ball Games, che lo ha coinvolto quasi per caso. Durante l’evento ha anche incontrato artisti come Mace ed Ele A, figure di riferimento nella scena attuale.

    Un traguardo importante per un artista classe 2009.

    Il no alla major: “Non cambierei il mio suono”

    La domanda più delicata arriva sul finale: accetterebbe un contratto da 50-100 mila euro con una major come Sony Music o Universal Music Group se questo significasse snaturare il suo stile?

    La risposta è netta.

    «Per quella cifra non cambierei totalmente il mio suono. Mi sto divertendo. L’intento non è diventare il Trap King, è diventare qualcuno, ma divertendomi.»

    Un concetto che torna più volte nell’intervista: la musica funziona quando nasce dal divertimento, non dall’obbligo. «Se diventa un “devo farla”, esce una cagata.»

    Rabbia, ansia e scrittura: il processo creativo

    Il processo creativo di MUP è istintivo. Spesso nasce da emozioni forti, in particolare rabbia e ansia.

    «Quando sono molto arrabbiato mi metto a scrivere. Poi lavoriamo il beat. Molti pezzi nascono così, all’improvviso.»

    A volte basta una melodia ascoltata in studio per accendere la scintilla. Altre volte è l’ascolto di nuova musica a generare l’ispirazione. Non esiste un calendario rigido: «Nasce tutto a caso. Ed è sempre il modo migliore.»

    Una promessa della scena urbana cagliaritana

    Freestyle, studio, live e una visione chiara del proprio percorso. MUP rappresenta una nuova generazione di artisti che cresce tra piazze e produzioni indipendenti, con una consapevolezza sorprendente per l’età.

    Il suo obiettivo non è rincorrere numeri o etichette, ma costruire un’identità solida. E, soprattutto, divertirsi.

    E forse è proprio questo il segreto.

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    14 m
  • Giuliano Pornasio e Irene Pala ci parlano di Viamentana Teatro
    Feb 28 2026
    Il regista, autore e spesso attore principale e l'aiuto regia, tecnica e organizzatrice di Viamentana teatro ci raccontano il loro progetto "Un anno di risate", giunto alla sua quarta edizione Un anno di risate: com'è nato e quale filosofia lo guida

    Irene ci spiega che l'idea è nata dall'incontro tra le associazioni culturali "Viamentana teatro" e "Sogno clown", che si occupa di clown terapia, durante il periodo Covid. Non potendo più portare la comico-terapia negli ospedali hanno deciso di unire le forze e di proporre alle persone di recarsi nella loro sede condivisa. Il desiderio? Offrire un supporto concreto e anche diverso a chi affronta dei percorsi di cura difficili e offrire uno spazio dove la risata potesse essere una medicina per le persone, rompendo ad esempio il loro isolamento.

    L'importanza di coinvolgere l'intera rete affettiva

    Nonostante il progetto sia rivolto principalmente a malati ed ex malati oncologici è aperto anche a famigliari e supporter. Includerli è importante perché spesso, come ci dice Giuliano, la narrazione e il vissuto della malattia vanno ad incidere sul corpo e sull'identità della persona, coinvolgendo anche le persone vicine. Irene invece specifica che il progetto è nato anche insieme all'associazione "Mai più sole contro il tumore" e che dall'esperienza ha imparato che il coinvolgimento di persone esterne è fondamentale per quanto riguarda il gioco e il confronto tra i partecipanti.

    Quali attività propone questo progetto

    Tra le attività proposte si possono trovare il teatro clowning, lo "yoga della risata" e la scrittura comico-creativa. Irene ci spiega che tutti questi giochi sono utili per sviluppare il pensiero laterale e dunque vedere le cose e anche la malattia da una diversa prospettiva e di affrontare dunque i problemi da un'angolazione diversa, trovandone il lato comico e assurdo.

    Come partecipare e gli altri appuntamenti da segnare in agenda

    Tra gli impegni da segnare in agenda Giuliano ci parla innanzitutto della Conferenza stampa, fissata per il 21 febbraio 2026, in collaborazione con l'associazione "Mai più sole" in via Machiavelli, a Cagliari e alle ore 10:00. Per poter partecipare ai laboratori e progetti invece Giuliano ci invita a chiamare il numero 3933604160 oppure a scrivere all'email unannodirisate@gmail.com. Il percorso inizierà mercoledì 25 febbraio, a Quartu, in via Scarlatti, n° 48.

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    8 m
  • Francesca Corrias racconta i Live della Scuola di Jazz
    Feb 27 2026
    Nei Live Jazz Cagliari la scuola incontra il pubblico: formazione, improvvisazione e crescita artistica si fondono in un’esperienza che unisce conservatorio, città e nuove generazioni di musicisti

    Live Jazz Cagliari significa mettere in pratica ciò che si studia in aula. Francesca Corrias, docente e cantante jazz, racconta come questi appuntamenti rappresentino il momento decisivo nel percorso formativo degli studenti del Conservatorio di Cagliari. Salire su un palco davanti a un pubblico reale non è solo un saggio. È il passaggio dalla teoria alla realtà. È lì che lo studio prende forma. Informazioni sull’offerta formativa musicale in Italia sono disponibili sul portale del Ministero dell’Università https://www.mur.gov.it.

    Il valore formativo del palco

    Nei Live Jazz Cagliari gli studenti sperimentano il confronto diretto con il pubblico. In classe si studiano armonia, ritmo e repertorio. Sul palco si impara a gestire emozioni e tensione. L’applauso diventa una forma di verifica. La gratificazione rafforza la consapevolezza. Secondo Francesca Corrias, il concerto è parte integrante dell’apprendimento. Senza la dimensione dal vivo manca un tassello fondamentale.

    Improvvisazione e metodo

    L’improvvisazione è centrale nel jazz. Ma non nasce dal nulla. Nei Live Jazz Cagliari si comprende che improvvisare significa usare strumenti studiati con rigore. È come parlare una lingua. Servono vocabolario e grammatica. La creatività arriva dopo. Questo approccio rispecchia anche le linee guida della Federazione Italiana Jazz, che promuove formazione e diffusione del linguaggio jazzistico https://www.italiainjazz.it.

    Conservatorio e città

    I Live Jazz Cagliari creano un ponte tra conservatorio e comunità. Il pubblico cagliaritano partecipa numeroso. Molti ascoltano per la prima volta questa musica. Altri tornano per approfondire. L’orario accessibile (18:30) favorisce la partecipazione. La rassegna diventa così una finestra aperta sulla scuola.

    Esperienza e visione artistica

    Francesca Corrias porta nella didattica la sua esperienza internazionale. Progetti come Caravan Trio e lavori discografici personali influenzano il suo metodo. L’attenzione al ritmo e alla melodia è centrale. La voce resta uno strumento vitale nel jazz contemporaneo. Nei Live Jazz Cagliari convivono tradizione e sperimentazione. È questo equilibrio a rendere la rassegna un laboratorio vivo per la città.

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