Episodios

  • The Youngest Rapper di Cagliari: intervista a MUP
    Mar 1 2026
    MUP: dal freestyle in piazza allo studio di registrazione

    A soli 16 anni, MUP ha già le idee chiare. Ospite ai microfoni di Unica Radio, il giovane rapper e freestyler cagliaritano ha raccontato il suo percorso nell’hip hop, dalle prime tag ai live davanti a migliaia di persone.

    L’inizio è quello classico: amici, graffiti, piazze e freestyle.

    «Mi sono avvicinato all’Hip-Hop tramite amici, facendo le prime tag. Poi il freestyle tra il Bastione e le piazze mi ha aiutato tantissimo», racconta.

    Da lì il passaggio alla scrittura è stato naturale. Barre nate “a scazzo” durante le jam tra amici sono diventate testi strutturati. L’idea iniziale era pubblicare un brano, non costruire un percorso. Poi qualcosa è cambiato. «Ho iniziato a scrivere seriamente e la roba ha continuato.»

    Produzione, mix e controllo creativo

    Oggi MUP vive la musica a 360 gradi. Non solo scrittura, ma partecipazione attiva alla produzione, al recording e persino al mix e master.

    «Partecipo a tutte le sessioni. Dal beat al rec, fino al mix. Così posso esprimermi meglio su come voglio la voce.»

    Un approccio che dimostra maturità artistica e volontà di controllo creativo, raro per un artista così giovane.

    All’inizio, però, il percorso era diverso. Le prime tracce nascevano su type beat trovati online. «Non sapevo distinguere un beat, un type beat, una produzione. La mia prima canzone è ancora su YouTube perché non ho i diritti.»

    Con il tempo il metodo si è evoluto: ispirazione dai type beat, ma poi ricreazione totale in studio con i produttori. «La cosa figa è che puoi prendere l’ispirazione e poi cambiare tutto. Alla fine uscivano beat nostri.»

    L’esperienza ad Ateneika e l’emozione del palco

    Tra i momenti più forti del percorso di MUP c’è sicuramente l’esibizione ad Ateneika, uno dei festival più importanti del panorama cagliaritano.

    «È stata una roba crazy. Non mi ricordo molto, per l’emozione. Dopo essere sceso dal palco mi sono sentito male e mi è venuta la febbre.»

    Un’esperienza intensa, resa possibile grazie al collettivo No Ball Games, che lo ha coinvolto quasi per caso. Durante l’evento ha anche incontrato artisti come Mace ed Ele A, figure di riferimento nella scena attuale.

    Un traguardo importante per un artista classe 2009.

    Il no alla major: “Non cambierei il mio suono”

    La domanda più delicata arriva sul finale: accetterebbe un contratto da 50-100 mila euro con una major come Sony Music o Universal Music Group se questo significasse snaturare il suo stile?

    La risposta è netta.

    «Per quella cifra non cambierei totalmente il mio suono. Mi sto divertendo. L’intento non è diventare il Trap King, è diventare qualcuno, ma divertendomi.»

    Un concetto che torna più volte nell’intervista: la musica funziona quando nasce dal divertimento, non dall’obbligo. «Se diventa un “devo farla”, esce una cagata.»

    Rabbia, ansia e scrittura: il processo creativo

    Il processo creativo di MUP è istintivo. Spesso nasce da emozioni forti, in particolare rabbia e ansia.

    «Quando sono molto arrabbiato mi metto a scrivere. Poi lavoriamo il beat. Molti pezzi nascono così, all’improvviso.»

    A volte basta una melodia ascoltata in studio per accendere la scintilla. Altre volte è l’ascolto di nuova musica a generare l’ispirazione. Non esiste un calendario rigido: «Nasce tutto a caso. Ed è sempre il modo migliore.»

    Una promessa della scena urbana cagliaritana

    Freestyle, studio, live e una visione chiara del proprio percorso. MUP rappresenta una nuova generazione di artisti che cresce tra piazze e produzioni indipendenti, con una consapevolezza sorprendente per l’età.

    Il suo obiettivo non è rincorrere numeri o etichette, ma costruire un’identità solida. E, soprattutto, divertirsi.

    E forse è proprio questo il segreto.

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    14 m
  • Giuliano Pornasio e Irene Pala ci parlano di Viamentana Teatro
    Feb 28 2026
    Il regista, autore e spesso attore principale e l'aiuto regia, tecnica e organizzatrice di Viamentana teatro ci raccontano il loro progetto "Un anno di risate", giunto alla sua quarta edizione Un anno di risate: com'è nato e quale filosofia lo guida

    Irene ci spiega che l'idea è nata dall'incontro tra le associazioni culturali "Viamentana teatro" e "Sogno clown", che si occupa di clown terapia, durante il periodo Covid. Non potendo più portare la comico-terapia negli ospedali hanno deciso di unire le forze e di proporre alle persone di recarsi nella loro sede condivisa. Il desiderio? Offrire un supporto concreto e anche diverso a chi affronta dei percorsi di cura difficili e offrire uno spazio dove la risata potesse essere una medicina per le persone, rompendo ad esempio il loro isolamento.

    L'importanza di coinvolgere l'intera rete affettiva

    Nonostante il progetto sia rivolto principalmente a malati ed ex malati oncologici è aperto anche a famigliari e supporter. Includerli è importante perché spesso, come ci dice Giuliano, la narrazione e il vissuto della malattia vanno ad incidere sul corpo e sull'identità della persona, coinvolgendo anche le persone vicine. Irene invece specifica che il progetto è nato anche insieme all'associazione "Mai più sole contro il tumore" e che dall'esperienza ha imparato che il coinvolgimento di persone esterne è fondamentale per quanto riguarda il gioco e il confronto tra i partecipanti.

    Quali attività propone questo progetto

    Tra le attività proposte si possono trovare il teatro clowning, lo "yoga della risata" e la scrittura comico-creativa. Irene ci spiega che tutti questi giochi sono utili per sviluppare il pensiero laterale e dunque vedere le cose e anche la malattia da una diversa prospettiva e di affrontare dunque i problemi da un'angolazione diversa, trovandone il lato comico e assurdo.

    Come partecipare e gli altri appuntamenti da segnare in agenda

    Tra gli impegni da segnare in agenda Giuliano ci parla innanzitutto della Conferenza stampa, fissata per il 21 febbraio 2026, in collaborazione con l'associazione "Mai più sole" in via Machiavelli, a Cagliari e alle ore 10:00. Per poter partecipare ai laboratori e progetti invece Giuliano ci invita a chiamare il numero 3933604160 oppure a scrivere all'email unannodirisate@gmail.com. Il percorso inizierà mercoledì 25 febbraio, a Quartu, in via Scarlatti, n° 48.

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    8 m
  • Francesca Corrias racconta i Live della Scuola di Jazz
    Feb 27 2026
    Nei Live Jazz Cagliari la scuola incontra il pubblico: formazione, improvvisazione e crescita artistica si fondono in un’esperienza che unisce conservatorio, città e nuove generazioni di musicisti

    Live Jazz Cagliari significa mettere in pratica ciò che si studia in aula. Francesca Corrias, docente e cantante jazz, racconta come questi appuntamenti rappresentino il momento decisivo nel percorso formativo degli studenti del Conservatorio di Cagliari. Salire su un palco davanti a un pubblico reale non è solo un saggio. È il passaggio dalla teoria alla realtà. È lì che lo studio prende forma. Informazioni sull’offerta formativa musicale in Italia sono disponibili sul portale del Ministero dell’Università https://www.mur.gov.it.

    Il valore formativo del palco

    Nei Live Jazz Cagliari gli studenti sperimentano il confronto diretto con il pubblico. In classe si studiano armonia, ritmo e repertorio. Sul palco si impara a gestire emozioni e tensione. L’applauso diventa una forma di verifica. La gratificazione rafforza la consapevolezza. Secondo Francesca Corrias, il concerto è parte integrante dell’apprendimento. Senza la dimensione dal vivo manca un tassello fondamentale.

    Improvvisazione e metodo

    L’improvvisazione è centrale nel jazz. Ma non nasce dal nulla. Nei Live Jazz Cagliari si comprende che improvvisare significa usare strumenti studiati con rigore. È come parlare una lingua. Servono vocabolario e grammatica. La creatività arriva dopo. Questo approccio rispecchia anche le linee guida della Federazione Italiana Jazz, che promuove formazione e diffusione del linguaggio jazzistico https://www.italiainjazz.it.

    Conservatorio e città

    I Live Jazz Cagliari creano un ponte tra conservatorio e comunità. Il pubblico cagliaritano partecipa numeroso. Molti ascoltano per la prima volta questa musica. Altri tornano per approfondire. L’orario accessibile (18:30) favorisce la partecipazione. La rassegna diventa così una finestra aperta sulla scuola.

    Esperienza e visione artistica

    Francesca Corrias porta nella didattica la sua esperienza internazionale. Progetti come Caravan Trio e lavori discografici personali influenzano il suo metodo. L’attenzione al ritmo e alla melodia è centrale. La voce resta uno strumento vitale nel jazz contemporaneo. Nei Live Jazz Cagliari convivono tradizione e sperimentazione. È questo equilibrio a rendere la rassegna un laboratorio vivo per la città.

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  • Informalmente edizione del 26 febbraio 2026
    Feb 26 2026
    Informalmente racconta Università Cagliari tra orientamento con 9mila studenti, progetto EDUC sulle Scienze Terra, conferenza cybersicurezza ITASEC e opportunità europee EDUC TESE Days per dottorandi

    Informalmente racconta una Università Cagliari sempre più centrale nella formazione e nella ricerca. Quasi 9mila studenti hanno partecipato alle Giornate dell’Orientamento. Il progetto EDUC ha rafforzato la collaborazione europea nelle Scienze della Terra. La conferenza ITASEC ha riunito esperti di cybersicurezza. Nuove opportunità attendono anche i dottorandi con gli EDUC TESE Days. L’Ateneo consolida il suo ruolo accademico e internazionale. Tutte le informazioni ufficiali sono disponibili sul sito https://www.unica.it e sul portale europeo https://www.educalliance.eu.

    Orientamento e studenti protagonisti alla Cittadella

    Le Giornate dell’Orientamento hanno confermato l’importanza della Università Cagliari per i giovani. La Cittadella di Monserrato ha accolto migliaia di studenti. I partecipanti hanno esplorato corsi, laboratori e servizi. Docenti e tutor hanno risposto alle domande. Questo confronto diretto aiuta a scegliere il percorso accademico. La decisione diventa più consapevole. L’iniziativa rafforza il legame tra scuola e università. La risposta degli studenti dimostra fiducia nell’Ateneo.

    Il progetto EDUC e la ricerca sulle Scienze della Terra

    La Università Cagliari continua a investire nella ricerca internazionale. Il programma EDUC ha promosso incontri scientifici e attività sul campo. Ricercatori e studenti hanno approfondito temi come idrogeologia e biomineralogia. Le visite nell’Iglesiente hanno unito studio e osservazione diretta. Questo approccio migliora la formazione. Il confronto europeo arricchisce le competenze. La ricerca diventa uno strumento concreto di crescita.

    Cybersicurezza e innovazione con ITASEC 2026

    La Università Cagliari ha ospitato ITASEC 2026. La conferenza rappresenta un riferimento nazionale per la sicurezza informatica. Oltre 950 partecipanti hanno seguito workshop e incontri. Studenti e ricercatori hanno condiviso conoscenze. La cybersicurezza è una priorità globale. L’Ateneo contribuisce allo sviluppo tecnologico. Gli studenti acquisiscono competenze fondamentali. Questo rafforza il valore della formazione.

    Nuove opportunità europee per i dottorandi

    La Università Cagliari offre nuove occasioni internazionali. Gli EDUC TESE Days coinvolgeranno giovani ricercatori. L’iniziativa si svolgerà in Norvegia. Cinque dottorandi saranno selezionati. Il programma sviluppa competenze trasversali. Il networking europeo favorisce nuove collaborazioni. I partecipanti ampliano le prospettive professionali. L’esperienza internazionale diventa decisiva.

    Università Cagliari, un Ateneo proiettato verso il futuro

    La Università Cagliari cresce costantemente. Orientamento, ricerca e innovazione si integrano. Gli studenti trovano nuove opportunità. L’Ateneo rafforza il dialogo con l’Europa. La formazione diventa più moderna. La ricerca sostiene il progresso. La comunità accademica guarda avanti. Informalmente racconta un’università viva. Una realtà che costruisce il futuro ogni giorno.

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    3 m
  • Francesca Mulas – Outgoing for Study UniCA
    Feb 26 2026
    Dalla gestione dei bandi Erasmus+ agli accordi internazionali, Francesca Mulas accompagna gli studenti UniCA nella mobilità per studio, rendendo l’esperienza all’estero accessibile, strutturata e formativa

    Francesca Mulas è uno dei punti di riferimento per la mobilità internazionale per studio all’Università degli Studi di Cagliari. Francesca Mulas lavora all’interno dell’ufficio ISMOKA e si occupa dell’Outgoing for Study, ovvero della gestione delle partenze degli studenti UniCA che scelgono di trascorrere un periodo di studio all’estero. Il suo ruolo si colloca al centro dell’internazionalizzazione dell’ateneo, in un settore strategico che collega Cagliari al panorama universitario europeo e internazionale.

    Che cos’è l’Outgoing for Study

    L’Outgoing for Study riguarda la mobilità per studio, in particolare attraverso il programma Erasmus+. Gli studenti selezionati possono frequentare corsi in università partner europee o extraeuropee, sostenere esami e arricchire il proprio percorso accademico. Francesca Mulas coordina le fasi di candidatura, selezione e preparazione alla partenza, garantendo che ogni passaggio sia chiaro e conforme alle regole del programma.

    Bandi, requisiti e accompagnamento

    La mobilità per studio richiede attenzione ai dettagli. Scadenze, requisiti linguistici, learning agreement e riconoscimento crediti rappresentano aspetti fondamentali. In questo contesto, il lavoro di Francesca Mulas è essenziale per guidare gli studenti in un percorso spesso complesso. Il supporto fornito dall’ufficio ISMOKA consente di ridurre l’incertezza e di trasformare l’idea di partire in un progetto concreto e organizzato.

    Accordi internazionali e nuove opportunità

    La mobilità non si limita ai confini dell’Unione Europea. Negli ultimi anni UniCA ha ampliato la rete di accordi bilaterali con atenei extra UE, offrendo nuove destinazioni e possibilità di scambio. Francesca Mulas partecipa alla gestione di queste opportunità, contribuendo a rendere l’offerta formativa più ampia e competitiva. L’internazionalizzazione diventa così un elemento strutturale della crescita universitaria.

    L’impatto dell’esperienza Erasmus

    Studiare all’estero non significa soltanto frequentare corsi in un’altra università. L’esperienza Erasmus incide sullo sviluppo personale, sulla capacità di adattamento e sulle competenze linguistiche. Gli studenti che rientrano a Cagliari portano con sé una maggiore autonomia e una visione più internazionale. In questo processo, il ruolo di Francesca Mulas è quello di facilitatrice, capace di accompagnare senza sostituirsi, ma garantendo sicurezza istituzionale.

    Le sfide della mobilità contemporanea

    L’internazionalizzazione universitaria è in continua evoluzione. Cambiano i regolamenti, aumentano le richieste e cresce la competizione tra atenei. Inoltre, si rafforza l’attenzione verso l’inclusione e l’accessibilità economica. In questo scenario dinamico, l’Outgoing for Study richiede competenze organizzative e aggiornamento costante. Francesca Mulas opera in questo contesto, contribuendo a mantenere alta la qualità del servizio.

    Uno sguardo al futuro

    Il futuro della mobilità per studio sarà sempre più digitale e interconnesso. Procedure online, cooperazioni strategiche e nuove forme di mobilità blended stanno ridefinendo il panorama Erasmus. L’impegno di Francesca Mulas si inserisce in questa trasformazione, rafforzando il ruolo di UniCA come università aperta al mondo e attenta alle esigenze dei propri studenti.

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    12 m
  • Referendum: Alessandro Frongia ci dice la sua
    Feb 25 2026
    Oggi il responsabile dei Giovani Democratici di Cagliari ci parla del suo punto di vista sul Referendum e la separazione delle carriere

    Sabato 14 Febbraio, alle ore 09:00 e presso l'hotel Regina Margherita di Cagliari si è svolto un dibattito sulla separazione delle carriere e il Referendum di Marzo. Incontro organizzato dall'associazione Just e da un ambizioso studente di giurisprudenza di nome Simone Ippoliotti, che ha anche svolto il ruolo di moderatore. Un evento a cui ha preso parte pure il nostro intervistato e che ha soddisfatto la speranza di una forte partecipazione giovanile.

    Gli interventi

    Gli interventi sono stati piuttosto equilibrati tra le due fazioni. Il primo tavolo era composto dai rappresentanti dei movimenti giovanili come Forza Italia Giovani, Lega Giovani, Giovani democratici e Movimento 5 Stelle Network e dal Presidente Provinciale di Italia Viva di 21 anni Alessandro di Martino; il secondo tavolo è stato invece tecnico-politico. Per il "Sì" erano presenti il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari Matteo Pinna e il professore di diritto processuale penale Leonardo Filippi. Per quanto riguarda il fronte "No" erano invece presenti l'avvocato Giovanni Dore (Vicepresidente Nazionale Comitato Avvocati per il No) e l'avvocata Anna Maria Busia (oltre che avvocata Segretaria PD e responsabile della campagna per il No del PD Sardegna).

    Le ragioni del sì e le ragioni del no

    Chi è dalla parte del "Sì" ha fatto leva principalmente sulla terzietà del giudice e la fine del correntismo. Tra i sostenitori, la separazione delle carriere tra giudici e PM viene considerata il completamento della riforma del processo accusatorio degli anni '80. Chi è dalla parte del "No" ha parlato invece del rischio di squilibrio tra poteri e di una riforma costituzionale divisiva.

    L'obiettivo dell'incontro

    Come ci tengono a ribadire gli organizzatori e come ci ha detto il nostro intervistato l'obiettivo dell'incontro non era quello di voler spingere le persone verso una fazione o un'altra ma principalmente informativo e la stimolazione del senso critico. Proprio per questo il target principale erano i giovani, che in certi casi si sono affacciati da poco alla politica, benché l'evento fosse aperto a tutti.

    Il punto di vista di Alessandro

    Alessandro, essendo responsabile dei Giovani Democratici si trova sulla fazione del "No" e reputa questa riforma una spesa inutile. Dal suo punto di vista non è tanto il tema della separazione ad essere problematico ma come questa riforma è stata proposta, in quanto è una separazione che non prevede una serie di divisioni che partono ad esempio dal concorso e che quindi va soltanto all'apice; inoltre un'altra questione riguarda l'elezione del Consiglio Superiore della Magistratura, in quanto con la riforma si vedrebbe una modifica inerente alle modalità di elezione tali che verrebbe meno il principio democratico, che è alla base del nostro intero ordinamento.

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  • Unica Radio tra i futuri studenti: giornata di orientamento alla Cittadella Universitaria
    Feb 24 2026
    Giovani, docenti e aspiranti universitari si incontravano il 20 febbraio 2026 nella Cittadella Universitaria di Cagliari per una giornata di orientamento dedicata alla scelta del percorso di studi.

    Venerdì mattina Unica Radio era presente per raccontare l’atmosfera dell’iniziativa. Studenti delle scuole superiori, accompagnati dai loro docenti, si muovevano nei corridoi della Cittadella, curiosi di conoscere i dettagli dei corsi. Tanti giovani si fermavano ai banchetti informativi per chiedere dettagli su programmi e sbocchi professionali.

    Quattro aree per esplorare il sapere

    Nel corso della giornata venivano presentate quattro aree formative principali. La prima era l’Area Medico-Scientifica, con corsi come Medicina, Biologia e Farmacia. Qui i futuri studenti potevano comprendere i percorsi che portano a professioni sanitarie e scientifiche, con spiegazioni sui laboratori e sulle opportunità pratiche durante gli studi. In cima all’interesse restavano le professioni sanitarie perché legate a un forte impatto sociale e a prospettive professionali ampie. L’orientamento mirava non solo a descrivere i contenuti dei corsi ma anche ad aiutare i ragazzi a immaginare come potrebbe trasformarsi la loro carriera personale attraverso quelle scelte.

    Un’altra area presentata era l’Area Tecnica, con corsi come Ingegneria, Architettura e Informatica. I ragazzi avevano occasione di parlare con studenti più grandi e con tutor, scoprendo esempi concreti di applicazioni pratiche. I docenti illustravano la struttura delle lezioni, i laboratori e alcune applicazioni delle competenze tecniche nella realtà lavorativa. L’informatica e l’ingegneria risultavano particolarmente attraenti per la forte connessione con le tecnologie emergenti. Anche l’architettura suscitava curiosità nei giovani interessati alla progettazione e al design dello spazio costruito.

    Umanistico, sociale e oltre

    Le presentazioni proseguivano con l’Area Umanistica, dove venivano discussi corsi come Lettere, Lingue, Beni Culturali e Filosofia. Qui i ragazzi scoprivano l’importanza delle discipline che studiano linguaggi, storie e culture diverse. Docenti e studenti raccontavano esperienze di studio e di ricerca, evidenziando come queste discipline possano aprire a molte carriere professionali, dalla comunicazione all’insegnamento, dalla gestione dei beni culturali alla traduzione. L’orientamento puntava a far capire che anche i percorsi umanistici offrono prospettive significative in un mondo che richiede competenze critiche e comunicative.

    Infine, nell’Area Sociale e Giuridica venivano presentati corsi come Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche e Psicologia. I futuri studenti ascoltavano le spiegazioni su come queste discipline affrontano temi sociali, economici e giuridici fondamentali. Le testimonianze di giovani studenti già iscritti aiutavano a comprendere la vita quotidiana universitaria e le opportunità di carriera nel campo delle professioni legali, delle scienze sociali e dell’economia. La giornata di orientamento alla Cittadella Universitaria di Cagliari rappresentava così un momento fondamentale per spiegare contenuti e prospettive di studio, offrendo ai ragazzi gli strumenti per una scelta consapevole del loro percorso accademico.

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  • Intervista a Gianni Fresu: ricerca e futuro del GramsciLab
    Feb 22 2026
    Il docente di Filosofia politica dell’Università di Cagliari racconta il GramsciLab, il fondo bibliografico internazionale e le nuove frontiere degli studi su Antonio Gramsci tra ricerca e territorio

    Il GramsciLab è oggi uno dei punti di riferimento per gli studi su Antonio Gramsci in Italia e all’estero. Ne parliamo con Gianni Fresu, docente di Filosofia politica all’Università di Cagliari e studioso del pensatore sardo, che racconta la nascita, l’evoluzione e le prospettive del centro interdipartimentale attivo nell’Ateneo cagliaritano. L’intervista completa è disponibile anche sul portale unicaradio.it e sulle principali piattaforme streaming quali open.spotify.com e music.amazon.com.

    GramsciLab, le origini del progetto

    Professor Fresu, come nasce il GramsciLab? «Il laboratorio – spiega – prende forma nel 2014 su iniziativa della professoressa Patrizia Manduchi e di un gruppo di colleghe e colleghi dell’Università di Cagliari. L’idea, fin dall’inizio, era chiara: sviluppare ricerche sul pensiero di Gramsci con un taglio internazionale». Il centro si propone infatti di analizzare come le categorie gramsciane vengano utilizzate nel mondo anglofono, arabo e ispanoamericano. Non si tratta solo di studio filologico, ma di osservare come concetti come egemonia o subalternità siano impiegati per leggere trasformazioni sociali e culturali in contesti diversi da quello italiano.

    Il fondo bibliografico internazionale

    Uno dei passaggi chiave del GramsciLab è la creazione del fondo bibliografico internazionale dedicato ad Antonio Gramsci. «La produzione su Gramsci nel mondo è sterminata – sottolinea Fresu – ed è multidisciplinare. Riguarda filosofia, scienze politiche, antropologia, studi culturali e perfino teologia». Grazie al fondo, ricercatori italiani e stranieri possono consultare pubblicazioni provenienti da Paesi come Brasile, India, Stati Uniti e Cina. Questo, secondo il docente, rafforza il ruolo dell’Università di Cagliari come polo centrale negli studi gramsciani. Per informazioni sull’Ateneo è possibile consultare il sito ufficiale unica.it, mentre sulla figura di Gramsci resta fondamentale anche il riferimento alla Casa Museo di Ghilarza (casamuseogramsci.it).

    Un laboratorio aperto a studenti e scuole

    Il GramsciLab non è riservato solo agli accademici. «L’università è uno spazio pubblico – ricorda Fresu – e Gramsci è un patrimonio dell’umanità, soprattutto per la nostra regione». Il centro dialoga con le scuole e con la città, offrendo strumenti a studenti che si avvicinano per la prima volta al pensiero gramsciano. Il fondo permette loro di accedere a testi spesso difficili da reperire. Inoltre, consente di comprendere come le categorie di Gramsci siano state reinterpretate in diversi contesti culturali.

    Le nuove linee di ricerca

    Sul piano attuale, Fresu individua alcune direzioni centrali. «Viviamo in una società segnata dalla rivoluzione digitale. Gramsci ha spiegato con grande lucidità che lo Stato non si esaurisce nella forza, ma comprende anche la dimensione dell’egemonia nella società civile». Per questo motivo, gli studi sull’egemonia risultano oggi cruciali per comprendere il ruolo degli apparati culturali e mediatici nella formazione dell’opinione pubblica. Allo stesso tempo, il pensiero gramsciano continua a essere un punto di riferimento nei percorsi postcoloniali e nei movimenti di decolonizzazione.

    Cagliari al centro della rete internazionale

    Infine, quale valore ha per Cagliari ospitare il GramsciLab? «È una scelta strategica – conclude Fresu – perché l’internazionalizzazione è una carta decisiva per gli atenei. Rendere l’Università di Cagliari un punto di attrazione per studiosi di Gramsci significa valorizzare la nostra storia e proiettarla nel mondo». Un laboratorio nato in Sardegna, dunque, ma con uno sguardo globale. E con una convinzione chiara: Gramsci non è solo un autore del passato, ma uno strumento vivo per leggere il presente.

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    14 m