Episodios

  • Ventitresima puntata Shemot: la forza dei bambini, la fede nel futuro.
    Jan 9 2026
    Shemot, che significa Nomi è il secondo libro della Torah.
    Viene tradotto Esodo.
    Di cosa parla la prima porzione di questo libro?
    Vi invito a leggerla e soprattutto a lasciare che vi interroghi e che vi provochi, che vi faccia venire il desiderio di conoscere Hashem, di provare a conoscere il meraviglioso popolo che non può fare a meno d'essere il Suo: Israele.
    Contraddizioni, dolori, gioie, forza, passione, resistenza...tutto ciò che abita la Vita è nella Torah, scritta e orale...nel dialogo ininterrotto che il popolo ebraico ha con Hashem.

    SHABBAT SHALOM
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    14 m
  • Ventiduesima puntata Khayè Sarà, lui è la mia casa, Lui è la nostra casa.
    Nov 14 2025
    In pochi versi, Bereshit/Genesi 24, 63-67, troviamo la dimensione dell'unione tra uomo e donna, la scelta di essere casa per il Signore.
    Noi siamo casa per Lui quando siamo disposti ad unirci, l'un l'altra e a rinunciare ad essere per noi stessi impariamo ad essere per l'altro o l'altra da noi.
    L'accettazione della differenza, la comprensione del nostro bisogno di qualcuno che è completamente altro da noi, per accogliere Dio nella nostra vita.
    Per poter essere casa per noi e per Lui.

    Shabbat Shalom

    Qualche consiglio di lettura se volete oltre alla Torah

    https://it.chabad.org/library/...

    https://www.chabad.org/library...

    https://www.chabad.org/parshah...
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    11 m
  • Ventunesima puntata - La tenda di Abramo è aperta
    Nov 7 2025
    Oggi partendo dalla Parashat in cui troviamo Abramo in attesa di ospiti e ci addestramento nello sviluppo della storia di Israele e delle nazioni rifletto sugli eventi di questi giorni, l'adesione del Kazakistan ai patti di Abramo, l'incontro voluto dagli Stati Uniti avvenuto ad Atene tra Israele Cipro Grecia, il riconoscimento conferito da Putin al Rabbino capo di Russia Lazar.

    Spero che, chi vive in Europa, sia in grado di comprendere quanto questi eventi stiano davvero costruendo le basi per una pace vera e duratura.

    Possiamo considerare quella del Kazakistan un'adesione indiretta al progetto dei patti d'Abramo da parte della Federazione Russa?

    In merito a questo considerariamo con attenzione l'onorificenza che ha ricevuto il Rabbino capo di Russia, Rav Lazar il 4 novembre da Putin.


    Stiamo vedendo nei fatti il delinearsi di una nuova Yalta?

    Possiamo essere abbastanza onesti da auspicare che questo avvenga e divenga argine al terrorismo ed al mondialiasmo woke?

    Certamente l'adesione del Kazakistan sta facendo pressione anche sull'Arabia Saudita, che vede diluire il proprio peso di fronte ad altri paesi islamici pronti ad aderire, i benefici li determina chi aderisce prima anche per i successivi...

    Non sottovalutiamo il vertice energetico ad Atene tra Israele Cipro e Grecia.

    Gli Stati Uniti potrebbero presto avere anche il via libera del Venezuela al fatto che le compagnie statunitensi riprenderanno il controllo dei giacimenti, la Russia potrà commerciare il proprio gas liberamente con chi non attua sanzioni nei suoi confronti con gasdotti sicuri attraverso patti con gli USA, vedi il corridoio in Armenia.

    Israele potrà trasportare gas in Europa tramite Cirpo e Grecia.

    Chi potrebbe opporsi e quindi scegliere di avere danni e non benefici?

    Canada, Europa (o meglio UE) e Groenlandia ( indispensabile per il raffreddamento dei server per le criptovalute).

    La Cina rimane l'incognita.... dobbiamo capire se si accontenterà delle terre rare dell'Africa, e come riuscirà a gestire il terrorismo islamico al suo interno e quello in Africa.

    Vedo, nel delinearsi di questi sviluppi, l'opportunità offerta dal Signore per la costruzione di relazioni di collaborazione e pace tra le nazioni e Israele.

    L'opportunità di una rettifica delle azioni commesse nel corso della storia contro il popolo ebraico da parte delle nazioni.

    Vedo qui l'importanza di un dettaglio interessante che apprendiamo dalla voce di Shlomo Rizel: in Kazakistan risiede il divino cabbalista Rabbi Levi Yitzhak Schneerson, padre del Rebbe di Lubavitch, che vi fuggì dopo essere stato esiliato dai comunisti durante il periodo in cui il Kazakistan faceva parte dell'Unione Sovietica.

    Nel paese operano sei case Chabad, la più grande delle quali si trova nella città di Almaty, vicino a Sion, sotto la guida del rabbino di stato e capo emissario Rabbi Yeshayahu Cohen Shlita.

    A fronte di questa dobbiamo avere attenzione per chi si opporrà, per chi, persona o nazione, vorrà scegliere il terrorismo, l'odio, la distruzione di Israele attraverso la diffusione di menzogne, ma anche di quanti fingendosi interessati ai "poveri del mondo" spingeranno verso posizioni che di fatto azzerano identità, libertà religiosa, diritto alla difesa ed all'autodeterminazione.

    Sempre leggendo la nostra Parashat possiamo vedere quale può essere lo scenario di chi asseconda le provocazioni dell'oppositore...

    Il nostro Creatore ci lascia liberi di scegliere, ci chiede sempre di scegliere il Bene, noi possiamo farlo Lui invece certamente lo farà, anche quando noi non lo capiamo.

    Shabbat Shalom
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    14 m
  • Ventesima puntata - Il coraggio di credere in Dio
    Oct 31 2025
    La fede ebraica è da sempre, da subito, una sfida.
    Abramo riconosce Dio e decide di non tacere, di affermare la propria fede, di condividerla.
    Tutto ciò che ci accade come individuo e come nazione, ci pone davanti alla necessità di continuare a vivere e mostrare la nostra fede e la nostra identità.
    L'ebraismo non fa proseliti, non è necessario. L'ebreo, Israele, esiste perché la Torah possa essere incontrata, perché il mondo possa scegliere di fare ciò che il Signore chiede e credere ed essere felice.

    #ShabbatShalom
    #LechLecha #Torah #ArielShimonaEdith
    #gioia #fede #chessed #amore #emunah #bitachon
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    8 m
  • Diciannovesima puntata "Dio mi ama sempre e desidera io abbia sempre e solo il bene "
    Sep 19 2025
    https://arielshimonaedith.wixs...

    Questa volta vi chiedo di leggere

    Shabbat Shalom
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    1 m
  • Diciottesima puntata: Non abbiamo bisogno di odiare, perché diciamo la verità.
    Sep 12 2025
    Preparando la challot penso alla forza della gioia della Torah, all'intensità di una vita spesa per dire la verità.
    Raccolgo il profumo e la pazienza del pane per condividere la consapevolezza della grandezza del Creatore che rinnova in ogni istante la creazione rendendo possibile l'esistenza.

    Il dolore per l'uccisione di Charlie Kirk si traduce nel desiderio di portare avanti il suo prezioso impegno.

    Impariamo dal Talmud a dibattere con pienezza e forza, soprattutto impariamo l'importanza di confrontarci con chi la pensa diversamente, accogliere ma anche contraddire perché sia possibile attraverso l'ascolto reciproco non smettere d'interrogarsi di desiderare di conoscere.

    Che il Signore possa accogliere l'anima di Charlie e che possano molte persone raccogliere la sua eredità.
    La sua uccisione divenga un appello alla libertà, un appello alla rinascita, una spinta per il popolo ebraico ad approfondire la propria identità, le proprie radici, il contenuto di Verità e libertà che risiede nel rispetto gioioso delle mitzvot, dei precetti.

    Shabbat Shalom
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    15 m
  • Diciassettesima puntata - Palliwood: invidia patologica.
    Sep 5 2025
    La mia riflessione di questa mattina è scaturita dalla notizia nella quale il CAI annuncia orgogliosamente di avere intitolata una via aperta sul Gran Sasso alla richiesta di eliminare Israele dalla faccia della terra: letteralmente "dal fiume al mare".
    L'ennesima esempio di questa ceca adesione alla narrativa fantomatica dei pallllestinesi, palliwood, che ormai pare avere contagiato il mondo intero.
    Si tratta di una campagna di condivisione e diffusione di odio gratuito e totalmente immotivato verso il popolo ebraico. L'invidia che da sempre muove l'antisemita ( in tutte le sue declinazioni) ha raggiunto il parossismo: ci invidiano il fatto di essere stati oggetto di sterminio!
    Ci invidiano così tanto il dolore delle nostre perdite da fingere di essere oggetto di un massacro che loro stessi hanno fatto e che vogliono perpetrare e alimentano con le proprie dimostrazioni ovunque sia concesso loro.
    Si tratta di qualcosa di assolutamente perverso e malato, o forse demoniaco per questo viene condiviso da molti ma altrettanto viene rigettato decisamente da molti di più.

    Nella Parashat di questa settimana troviamo una indicazione che pare essere contraddittoria, ci viene detto di ricordare e cancellare Amalek. Cancellare non significa dimenticare significa andare oltre, sopra: scegliere di essere altro di non farsi ridurre al male per reagire al male.

    Dobbiamo lottare per restare Israele, essere Israele in Eretz, nella Terra che ci è stata data, e in diaspora.
    Noi siamo ovunque, restiamo ovunque perché nonostante sappiamo di essere in pericolo a causa di chi ci odia, altrettanto sappiamo di non avere nulla da temere perché Hashem è con noi.

    “Ma il Signore, Iddio tuo, non ha voluto dare ascolto a Bilam; anzi il Signore, Iddio tuo, ti convertì la maledizione in benedizione, poiché il Signore, Iddio tuo, ti ama.”
    Devarim 23,6

    Ma anche:

    Dopo aver esaminato la situazione, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: "Non abbiate paura di loro. Ricordatevi del Signore, grande e tremendo, e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli, per le vostre figlie, per le vostre mogli e per le vostre case".

    Neemia 4, 8

    Shabbat Shalom ✡🇮🇱

    Ps: nell'audio faccio riferimento alla storia del CAI esempio di, tardiva per non dire assente, autocritica ed evidente incapacità di gestire il senso di colpa per l'adesione alle leggi razziali, ne parla il sito stesso:
    https://www.cai.it/associazion...
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    15 m
  • Sedicesima puntata Shabbat Va'etchanan
    Aug 8 2025
    La Parashat, porzione, della Torah di questa settimana contiene lo Shema Yisrael, la ripetizione dei 10 comandamenti e si apre con la struggente preghiera in cui Moshe chiede di nuovo di poter entrare in Eretz Israel in Terra d'Israele.
    L'importanza del legame tra Terra e Popolo è manifesta.
    Ci troviamo nelle settimana che porta dal digiuno del 9 di Av Tu BeAv, giorno festivo e speciale, tanto che nel Talmud è scritto: "Non vi furono giorni tanto gioiosi per Israele come il quindicesimo di Av e il Giorno di Kippur".
    Tu BeAv non è in origine la festa delle coppie, ma piuttosto la festa di chi sta cercando la sua anima gemella.
    Il Talmud racconta che in questo giorno le ragazze di Gerusalemme uscivano nei vigneti vestite di bianco, con abiti presi in prestito, così da non creare differenze di status o invidia, alla ricerca del proprio compagno. Oggi, molti utilizzano questo giorno per pregare e fare richieste personali, soprattutto chi è ancora in cerca della propria “metà”.
    Nella Kabbalah, il 15 di Av è segnato come l’inizio dei giorni di teshuvah (pentimento e ritorno), due settimane prima del mese di Elul. Alcuni iniziano già da ora ad augurare: KTIVA VEHATIMA TOVA "Che il tuo nome sia inciso per sempre nel Libro della Vita e custodito nel bene"
    Qual è il filo conduttore? Da millenni, questo è un giorno di connessione, riconciliazione e amore. Che possiamo sentirlo anche oggi.
    Shabbat Shalom e felice Tu BeAv!
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    8 m
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