Episodios

  • Carpineto - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)
    Jan 14 2026

    Il 25° posto nella Top 100 di Wine Spectator non è solo un numero, è il riconoscimento internazionale di una visione che da oltre mezzo secolo guida Carpineto. Il Chianti Classico Riserva 2020, valutato 93 punti dalla rivista americana più autorevole del settore, celebra il trionfo di una famiglia che dal 1967 fa della qualità assoluta la propria missione. “Non ho parole per l’emozione”, confessa Caterina Sacchet, enologa di seconda generazione e oggi firma tutti i vini dell’azienda. Dietro questo successo c’è il sogno di due ventenni visionari, Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo, che fondano Carpineto con l’obiettivo di produrre il miglior Chianti Classico possibile, senza compromessi. La Riserva 2020 conferma che quella visione era giusta. Nonostante la storia relativamente giovane, Carpineto è oggi presente ovunque si producano vini toscani di qualità. Ha affrontato sfide importanti restando fedele a uno stile classico e affidabile. Accanto al Chianti Classico e al Nobile di Montepulciano nascono i Dogajolo, un’interpretazione innovativa del terroir toscano pensata per i gusti moderni, disponibile in bianco, rosso e rosato.

    E poi c’è il Farnito, un brut da Chardonnay, oggi anche in versione rosa, che rappresenta un’interessante alternativa alle bollicine italiane più blasonate, prodotte in regioni tradizionalmente più vocate. Un precursore della moda della bollicina in Toscana, zona a vocazione principalmente da vini fermi.

    Más Menos
    3 m
  • Angelini Paolo - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)
    Jan 13 2026

    Paolo Angelini dal 1922 (Monferrato, Piemonte)

    Situata nel cuore del Piemonte, sulle dolci colline del Monferrato, la Società Agricola Angelini Paolo consiste di 40 ettari impiantati a vigneto distribuiti su terreni che variano dai più calcarei a quelli più argillosi. Ogni singola varietà ha trovato il suo posto ideale per dare i migliori risultati. La cantina, recentemente rinnovata, insieme a tecniche di produzione indirizzate a esaltare la tipicità di ogni singolo vitigno, permette di avere una gamma di vini molto varia e strettamente legata al territorio. La storia ha insegnato il rispetto per i vitigni classici del Monferrato, come Barbera e Grignolino, mentre la curiosità ha portato ad osare con Viognier e Syrah.Quattro generazioni di vignaioli guidano l’azienda verso il futuro, forti di un secolo di esperienza. Tutto inizia con Paolo Angelini, classe 1900, che avvia la coltivazione dei primi vigneti e la produzione dei vini tipici della zona. Nel dopoguerra i suoi quattro figli – Luigi, Giuseppe, Stefano e Mario – fanno crescere l’attività e iniziano la vendita in damigiana.Negli anni Ottanta i vigneti raggiungono i 15 ettari e nascono le prime bottiglie. Nel 1995 subentra Paolo, figlio di Luigi e omonimo del fondatore, seguito nel 2004 dal figlio Mauro e nel 2016 dal fratello gemello Franco. La cantina si modernizza nel 2010 con l’introduzione delle vasche in acciaio che sostituiscono quelle in cemento.Nel 2018 apre il Punto Vendita Aziendale, costruito in bioedilizia tra le vigne e dotato di sala degustazione; la sua posizione comoda e vicina alla cantina lo rende subito un riferimento per il pubblico e gli appassionati in visita nel Monferrato.

    Más Menos
    2 m
  • Yerbito - God Save The Wine c/o Serre Torrigiani (27/10/2025)
    Dec 1 2025

    Yerbito nasce dalla visione di Gonzalo, ristoratore e bartender professionista uruguaiano trapiantato a Firenze, e Karin, esperta commerciale con vent’anni di esperienza.

    Insieme hanno creato un liquore unico a base di yerba mate che fonde tradizione e innovazione, catturando l’essenza del rituale più amato del Sud America. Yerbito richiama fedelmente i sapori e gli aromi tradizionali del mate, rituale quotidiano in Uruguay, Argentina e Brasile. Prodotto con ingredienti naturali – yerba mate, zucchero e alcol – senza coloranti artificiali o sostanze chimiche, rappresenta la perfetta combinazione tra artigianalità italiana e tradizione sudamericana, realizzato con la cura e l’autenticità della tradizione liquoristica toscana. Il logo Yerbito è un omaggio alle nazioni dove il mate è patrimonio culturale. La forma richiama la tradizionale calabaza (il contenitore) e la bombilla (la cannuccia metallica), mentre il sole al centro, il Sol de Mayo, simboleggia il dio Inca del Sole Apu Inti, riflettendo la sua importanza nell’eredità uruguaiana e argentina. I vibranti colori giallo e blu evocano la bandiera brasiliana, mentre il carattere tipografico si ispira a La Boca, lo storico quartiere di Buenos Aires noto per la sua comunità di immigrati italiani.

    La yerba mate, scientificamente nota come Ilex paraguariensis, prospera nella regione di confine tra Uruguay, Brasile e Argentina. Le sue foglie sono ricche di polifenoli e antiossidanti, con proprietà detossinanti e diuretiche. Contiene mateina, un composto simile alla caffeina che energizza corpo e mente, oltre a una miscela di minerali, in particolare potassio, vitamina C e teobromina, che stimolano il sistema immunitario, aiutano la digestione e riducono i livelli di colesterolo. Gli ingredienti semplici ma potenti – yerba mate, zucchero e alcol – creano una bevanda che incarna veramente lo spirito del Sud America. La missione di Yerbito è introdurre al mercato globale questo liquore rinvigorente e culturalmente ricco, sapientemente realizzato per offrire un gusto ineguagliabile. Fondendo l’essenza tradizionale della yerba mate con la mixology contemporanea, Yerbito reinterpreta un rituale prezioso per il consumatore moderno, con una dedizione alla qualità che si riflette in ogni bottiglia.

    www.yerbito.it

    Más Menos
    3 m
  • Talosa - God Save The Wine c/o Serre Torrigiani (27/10/2025)
    Nov 30 2025

    La cantina Talosa, storica realtà vitivinicola nel cuore di Montepulciano, è stata tra i protagonisti italiani selezionati per partecipare a “Sip of Italy”, l’evento organizzato dalla prestigiosa rivista Wine Enthusiast, lo scorso 11 settembre 2025 presso la City Winery di New York City. Questa iniziativa ha rappresentato una vetrina d’eccezione per il vino italiano, pensata per mettere in dialogo produttori e pubblico professionale internazionale, buyer, giornalisti e operatori del settore.

    Da tre generazioni Talosa si impegna con amore, passione e dedizione contribuendo a portare Montepulciano e il suo territorio ai vertici dell’enologia Italiana dove tra l’altro risiede da secoli. A Talosa tutto è cominciato con Angelo Jacorossi, noto imprenditore romano, con forte legame con la terra. Proprio questo legame lo spinse ad investire in questa attività e dopo lunghe riflessioni identificò questo splendido territorio. La principale cantina per l’affinamento in legno si trova nel cuore del centro storico di Montepulciano, nei sotterranei di due dei più antichi palazzi della città: Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti.

    Una visita qui è un viaggio nel tempo, fino al 1500, epoca alla quale queste cantine appartengono. Le gallerie, costruite in mattoni, presentano un affascinante alternarsi di volte e nicchie che ospitano le botti, in un’atmosfera unica e suggestiva. Un ambiente che costringe il visitatore ad un atteggiamento di rispetto e riverenza per la forza che la storia trasmette attraverso queste mura. Lo stesso rispetto e la stessa riverenza che l’azienda mette nel coltivare i vigneti e nel produrre vini di qualità.

    Talosa coltiva oggi 32 ettari di vigneti, in una delle zone più belle di Montepulciano (riconducibile alla denominazione aggiuntiva Pieve Le Grazie) ad un’altitudine di 350-400 mt.

    Come da tradizione la Cantina Storica ospita grandi botti di rovere nelle quali matura Vino Nobile di Montepulciano. Le botti più vecchie di capacità 115hl, hanno 44 anni di età e grazie ad esse è stata ottenuta la prima bottiglia di Vino Nobile dell’azienda nel 1972.

    Más Menos
    2 m
  • La Querce - God Save The Wine c/o Serre Torrigiani (27/10/2025)
    Nov 29 2025

    Marco Ferretti ha appena concluso l’ennesima vendemmia all’Impruneta nella terra che l’ha accolto come seconda casa dopo la natìa Roma. Nella nostra serata post vendemmia di scena i suoi vini freschi fragranti e floreali dalle colline fiorentine, un terroir particolare che prelude al Chianti Classico ma sa dare gusto e profondità inaspettate a sangiovese e canaiolo. Del resto siamo nello storico terroir di Impruneta con 42 ettari tra vino e olio, terreni con argilla e riserve di acqua anche in annate più siccitose come le ultime.

    La gran parte dei terreni è rivolta verso Sud nell’ampia valle Sorrettole, con una buona esposizione al sole e brezze leggere nel periodo di raccolta. I vigneti, Sangiovese, Canaiolo e Colorino e Merlot, sono coltivati a cordone speronato e con rese molto basse. Ferretti, romano, fiorentino d’adozione, è il direttore dell’azienda e tiene le rese molto basse per privilegiare profumi e intensità, senza dimenticare che i vini sono fatti per essere bevuti e non solo ammirati. Bellissimi gli ultimi esperimenti: il sangiovese passato in anfora che visto che siamo all’Impruneta, città storica della terracotta, rafforza l’idea di terroir presenti in questi vini.

    Más Menos
    3 m
  • Poggio Mandorlo - God Save The Wine c/o Serre Torrigiani (27/10/2025)
    Nov 28 2025

    L’azienda agricola sorge ai piedi dell’Amiata (1738 m s.l.m.) nel comune di Seggiano, zona DOCG Montecucco, al crocevia tra Val d’Orcia e Maremma – 12 km da Montalcino, 5 km dall’Abbazia di Sant’Antimo, 10 km da Arcidosso.

    La tenuta si estende su 38 ettari di cui 12 vitati con Sangiovese, Merlot e Cabernet Franc, più 1 ettaro di oliveto Olivastra Seggianese DOP. I suoli presentano marne argillo-calcaree nelle zone inferiori, tufo o galestro negli appezzamenti più elevati, con scheletro abbondante che include quarzo e pietra focaia. L’altitudine di circa 400 m s.l.m., la presenza della montagna e la vegetazione boschiva circostante garantiscono particolare freschezza alle piante, buona ventilazione annuale e escursioni termiche che favoriscono la corretta maturazione. Le vigne sono state impiantate gradualmente con cloni rari di Merlot e Cabernet Franc provenienti da Saint-Émilion (Bordeaux), acclimatati in Italia da un vivaista altoatesino. Il Sangiovese proviene dalle ultime popolazioni selezionate a Montalcino. I vini sono considerati dalla stampa internazionale Super-Tuscans di qualità superiore, caratterizzati da eleganza, finezza, struttura e intensità. La cantina di 1500 mq è stata progettata con grande rispetto ambientale, strutturata su tre livelli che seguono l’andamento della collina, utilizzando materiali locali di riciclo e pietre di recupero. La porzione produttiva segue criteri di moderna enologia con strumentazioni di alto livello tecnologico.

    L’enologo Filippo Paoletti racconta come la collaborazione sia nata per caso, durante la sua esplorazione della DOCG Montecucco. “La prima volta che ho visto Poggio Mandorlo ho capito che si trattava di un posto particolare, un incrocio di condizioni climatiche ed agronomiche che non mi era mai capitato di incontrare. Un luogo da ascoltare e capire, dove non c’era posto per forzature o banalità.” La filosofia produttiva si basa sull’umiltà: “Un winemaker a Poggio Mandorlo non può essere protagonista ma solo una spalla al servizio del terroir. Il mio approccio è lavorare non per dare un proprio stile ai vini ma per esaltare la vera natura di questo posto, ottenere il massimo da ogni vigneto senza calcare la mano.”

    Ogni vitigno viene vinificato diversamente per esprimerlo al meglio. La gamma comprende Il Guardiano (freschezza), La Querce (rigore varietale) e Poggiomandorlo (struttura potente), vini con grande potenziale evolutivo grazie anche all’uso sapiente e moderato dei legni.

    Más Menos
    2 m
  • Lis Neris - God Save The Wine c/o Serre Torrigiani (27/10/2025)
    Nov 27 2025

    Come ogni anno Lis Neris ci stupisce al banco con un trittico di vini pazzeschi ed elegantissimi dai vitigni più importanti per l’azienda ovvero pinot grigio, chardonnay e sauvignon. La sorge dove il fiume Isonzo abbandona gli stretti canaloni che lo imbrigliano durante il suo percorso sloveno ovvero a Gorizia, una delle città di confine più contesa d’Europa. Appare uno scenario incantevole disseminato di piccoli paesi cresciuti intorno a un campanile. I vigneti caratterizzano il paesaggio e con le loro fasi scandiscono il ritmo delle giornate. Dai secchi e sapidi pinot e friulano fino alle meraviglie dolci del Tal Luc (tra i pochi vini dolci premiati dalla critica negli ultimi anni), la gamma dei vini Lis Neris rispecchia un luogo davvero speciale.

    La valle dell’Isonzo è stata scavata dalle glaciazioni del quaternario e le acque di scioglimento dei ghiacciai ne hanno disegnato il profilo attuale. Nei periodi successivi, grazie all’azione disgregante degli agenti atmosferici, ha avuto origine uno strato superficiale argilloso rossastro ricco di ossidi di ferro e altri minerali. La sottostante massa ghiaiosa favorisce la distribuzione dell’acqua e dell’ossigeno rendendo il sottosuolo molto ospitale per lo sviluppo e l’attività delle radici. Sono più di 70 gli ettari di viti piantati tra il confine sloveno a nord e la riva destra dell’Isonzo a sud. I ciottoli superficiali, chiamati claps, incamerano il calore durante il giorno e lo rilasciano durante la notte: questo favorisce la maturazione delle uve il che permette la nascita di vini potenti. E infine c’è da considerare l’eleganza dei vini stessi data dalla Bora…venti dominanti da nord est in grado di creare escursioni termiche che rallentano la maturazione, favorendo la concentrazione aromatica delle uve e il bilanciamento degli acidi.

    Más Menos
    3 m
  • BAF Kombucha - God Save The Wine c/o Serre Torrigiani (27/10/2025)
    Nov 26 2025

    Nel panorama delle bevande contemporanee, la kombucha sta emergendo come una delle alternative più credibili e affascinanti al vino, non per sostituirlo ma per offrire un’esperienza parallela che condivide molti dei suoi valori fondamentali: complessità, artigianalità, territorialità e capacità di accompagnare il pasto. Nella kombucha trovate caratteristiche sorprendentemente simili a quelle dei grandi vini: acidità strutturata, effervescenza naturale, profili aromatici complessi che spaziano dal floreale al fruttato, dal terroso allo speziato. La fermentazione – quella stessa magia microbica che trasforma l’uva in vino – è al cuore anche della kombucha, dove batteri e lieviti dello SCOBY (Symbiotic Culture of Bacteria and Yeast) trasformano il tè zuccherato in una bevanda viva, probiotica e sorprendentemente articolata.

    La kombucha rappresenta una risposta intelligente a un cambio epocale nelle abitudini di consumo. Sempre più persone cercano alternative al vino per motivi di salute, gravidanza, scelte di vita o semplicemente per diversificare l’esperienza a tavola senza rinunciare alla complessità gustativa. La kombucha artigianale di qualità non è una “bibita salutista” ma una bevanda seria che può reggere il confronto con piatti strutturati, formaggi stagionati, crudi di mare o preparazioni grasse, proprio come un vino bianco acido o uno spumante.

    In questo contesto nasce BAF (Bevande Artigianali Fiorentine), una piccola produzione locale di kombucha artigianale che porta a Firenze l’attenzione per la qualità, la freschezza e la cura artigianale che da sempre caratterizza le migliori produzioni enologiche toscane. L’avventura è appena cominciata, ma l’approccio è quello giusto: locale, artigianale, attento alla materia prima e alla complessità del prodotto finale.

    Un agronomo, due ingegneri, un esperto di sicurezza alimentare: tanti anni di esperienza e la volontà di creare bevande buone. Buone da bere, buone per la salute, rispettose del Pianeta. In questo momento la BAF produce presso l’azienda agricola del Tizzo della Torre, nel Valdarno (Firenze), con cui collabora nella ricerca di ingredienti del territorio, come il polline e miele usati nelle ricette.

    Come per il vino, anche nella kombucha conta tutto: la qualità del tè di partenza e di altri ingredienti (in questo caso il miele dell’Azienda Agricola Tizzo Della Torre di Michele Valler), la salute dello SCOBY, i tempi di fermentazione, la temperatura, gli ingredienti aggiunti nella seconda fermentazione. È un mondo che merita lo stesso rispetto e la stessa curiosità che riserviamo ai grandi vini, perché in fondo parliamo sempre di fermentazione, territorio e maestria artigianale. In termini di abbinamento la kombucha è abbinabile anche a funghi e tartufi in questa stagione.

    Más Menos
    3 m
adbl_web_global_use_to_activate_DT_webcro_1694_expandible_banner_T1