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Radio degli studenti universitari di Cagliari. Mission del media è raccontare il movimento culturale e la città nei suoi molteplici aspetti© Unica Radio Ciencias Sociales Música Política y Gobierno
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  • Virginia Dal Cortivo ci racconta Stefano Asili e la mostra “Scorci. Sardegna contemporanea”
    Mar 3 2026
    In questi mesi, fino al 30 giugno, Palazzo Doglio ospita la mostra "Scorci. Sardegna contemporanea", curata da Virginia Dal Cortivo. L'ideatore delle opere, Stefano Asili, è stato un artista poliedrico. Designer, grafico e docente, Asili è stato un ideatore importante non solo a livello locale ma anche nel panorama internazionale

    Virginia Dal Cortivo, curatrice della mostra, ci racconta l'artista dietro le opere di "Scorci. Sardegna contemporanea". Stefano Asili fa sicuramente parte delle eccellenze artistiche nate e sviluppatesi nel nostro territorio. Nato a Cagliari nel '63, è purtroppo prematuramente scomparso nel 2021. La sua bravura non è rimasta racchiusa nei limiti regionali, ma è riuscita a raggiungere riconoscimenti di alto livello anche fuori regione. La sua candidatura al Compasso d'oro - il più prestigioso riconoscimento nazionale di design- , la vincita del Landscape Award del Consiglio d'Europa e del premio Millecanali dimostrano come il suo talento sia riuscito ad affermarsi. Questo successo non ha però allontanato Asili e la sua arte dalla nostra isola. Sono tanti i suoi lavori che fanno parte della nostra identità visiva. E' stato ideatore, ad esempio, di vari loghi locali come quello della Ctm e dell'Arst, dando un contributo essenziale nel disegnare il nostro quotidiano immaginario locale. Ha contribuito con la sua arte anche all'Università di Cagliari, non solo come docente, ma anche ideando il logo in occasione dei 400 anni della nostra università.

    Come nasce la mostra "Scorci. Sardegna contemporanea"

    La collaborazione tra Asili e Palazzo Doglio nasce nel 2020, quando questo non era che un cantiere ancora in costruzione. Già dal principio, Palazzo Doglio aveva l'idea di proporsi come nuovo presidio non solo nell'accoglienza ma anche nell'attività culturale. Proprio per questo motivo, Asili fu contattato per creare delle opere d'arte da destinarsi alle camere dell'albergo. Esplorando e passeggiando per il cantiere, Asili ha trovato ispirazione per le opere che oggi possiamo vedere in questa mostra. I tempi per la realizzazione sono stati prolungati dalla pandemia e dal fatto che, sfortunatamente, Asili sia venuto a mancare nel 2021. Proprio per questo è stato molto importante il successivo contributo dei figli, fondamentali per la cura e la scelta delle opere.

    Due percorsi visivi

    Asili ideò due possibili percorsi per le opere da destinarsi al Doglio. L'obiettivo era quello di rappresentare ciò che siamo oggi, una Sardegna contemporanea che racchiude la sua essenza ma che in qualche modo si slega da visioni stereotipate. Da una parte sono state ideate opere raffiguranti le tradizioni della nostra isola, dall'altra particolari scorci della città di Cagliari. Entrambe le idee sono piaciute, perciò Asili ha poi dato vita a entrambi i due percorsi visivi, creando una mostra che rappresenta la nostra identità sia dal punto di vista materiale - con le architetture e luoghi della città- , sia dal punto di vista immateriale , con le tradizioni sarde che fanno da protagoniste.

    Scorci e tradizione

    Gli scorci della città di Cagliari sono rappresentati in modo tale da riconoscerne i quartieri e i monumenti. I profili cagliaritani diventano protagonisti, ma solo nei contorni, restando "inafferrabili". L'obiettivo di Asili era appunto quello di creare una città scomposta in cui è impossibile fermare il tempo. Profili e visioni non nette della città, che dimostrano che i contorni possono restare sempre gli stessi - diventando identitari-, ma ciò che avviene all'interno di questi "confini architettonici" cambia, si evolve, si trasforma con il passare del tempo. Le opere che invece portano definizione e colore sono quelle rappresentative delle tradizioni. Ricche di particolari e portatrici di identità contemporanea, in un continuum di passato che si fa presente.

    Restituire identità

    Virginia Dal Cortivo crede che questa esposizione a Palazzo Doglio possa far conoscere ai più Stefano Asili e restituire, a visitatori e turisti, un'idea più autentica di identità locale. Questa è la speranza: quella di poterci guardare allo specchio e riconoscerci. Ma anche quella di trasmettere chi siamo, in una chiave antica e tradizionale ma sicuramente pure contemporanea.

    Invitiamo tutte e tutti a visitare questa mostra per vedere con i propri occhi le opere di un artista che ha saputo parlare di noi e dei luoghi che abitiamo.

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    10 m
  • The Youngest Rapper di Cagliari: intervista a MUP
    Mar 1 2026
    MUP: dal freestyle in piazza allo studio di registrazione

    A soli 16 anni, MUP ha già le idee chiare. Ospite ai microfoni di Unica Radio, il giovane rapper e freestyler cagliaritano ha raccontato il suo percorso nell’hip hop, dalle prime tag ai live davanti a migliaia di persone.

    L’inizio è quello classico: amici, graffiti, piazze e freestyle.

    «Mi sono avvicinato all’Hip-Hop tramite amici, facendo le prime tag. Poi il freestyle tra il Bastione e le piazze mi ha aiutato tantissimo», racconta.

    Da lì il passaggio alla scrittura è stato naturale. Barre nate “a scazzo” durante le jam tra amici sono diventate testi strutturati. L’idea iniziale era pubblicare un brano, non costruire un percorso. Poi qualcosa è cambiato. «Ho iniziato a scrivere seriamente e la roba ha continuato.»

    Produzione, mix e controllo creativo

    Oggi MUP vive la musica a 360 gradi. Non solo scrittura, ma partecipazione attiva alla produzione, al recording e persino al mix e master.

    «Partecipo a tutte le sessioni. Dal beat al rec, fino al mix. Così posso esprimermi meglio su come voglio la voce.»

    Un approccio che dimostra maturità artistica e volontà di controllo creativo, raro per un artista così giovane.

    All’inizio, però, il percorso era diverso. Le prime tracce nascevano su type beat trovati online. «Non sapevo distinguere un beat, un type beat, una produzione. La mia prima canzone è ancora su YouTube perché non ho i diritti.»

    Con il tempo il metodo si è evoluto: ispirazione dai type beat, ma poi ricreazione totale in studio con i produttori. «La cosa figa è che puoi prendere l’ispirazione e poi cambiare tutto. Alla fine uscivano beat nostri.»

    L’esperienza ad Ateneika e l’emozione del palco

    Tra i momenti più forti del percorso di MUP c’è sicuramente l’esibizione ad Ateneika, uno dei festival più importanti del panorama cagliaritano.

    «È stata una roba crazy. Non mi ricordo molto, per l’emozione. Dopo essere sceso dal palco mi sono sentito male e mi è venuta la febbre.»

    Un’esperienza intensa, resa possibile grazie al collettivo No Ball Games, che lo ha coinvolto quasi per caso. Durante l’evento ha anche incontrato artisti come Mace ed Ele A, figure di riferimento nella scena attuale.

    Un traguardo importante per un artista classe 2009.

    Il no alla major: “Non cambierei il mio suono”

    La domanda più delicata arriva sul finale: accetterebbe un contratto da 50-100 mila euro con una major come Sony Music o Universal Music Group se questo significasse snaturare il suo stile?

    La risposta è netta.

    «Per quella cifra non cambierei totalmente il mio suono. Mi sto divertendo. L’intento non è diventare il Trap King, è diventare qualcuno, ma divertendomi.»

    Un concetto che torna più volte nell’intervista: la musica funziona quando nasce dal divertimento, non dall’obbligo. «Se diventa un “devo farla”, esce una cagata.»

    Rabbia, ansia e scrittura: il processo creativo

    Il processo creativo di MUP è istintivo. Spesso nasce da emozioni forti, in particolare rabbia e ansia.

    «Quando sono molto arrabbiato mi metto a scrivere. Poi lavoriamo il beat. Molti pezzi nascono così, all’improvviso.»

    A volte basta una melodia ascoltata in studio per accendere la scintilla. Altre volte è l’ascolto di nuova musica a generare l’ispirazione. Non esiste un calendario rigido: «Nasce tutto a caso. Ed è sempre il modo migliore.»

    Una promessa della scena urbana cagliaritana

    Freestyle, studio, live e una visione chiara del proprio percorso. MUP rappresenta una nuova generazione di artisti che cresce tra piazze e produzioni indipendenti, con una consapevolezza sorprendente per l’età.

    Il suo obiettivo non è rincorrere numeri o etichette, ma costruire un’identità solida. E, soprattutto, divertirsi.

    E forse è proprio questo il segreto.

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    14 m
  • Giuliano Pornasio e Irene Pala ci parlano di Viamentana Teatro
    Feb 28 2026
    Il regista, autore e spesso attore principale e l'aiuto regia, tecnica e organizzatrice di Viamentana teatro ci raccontano il loro progetto "Un anno di risate", giunto alla sua quarta edizione Un anno di risate: com'è nato e quale filosofia lo guida

    Irene ci spiega che l'idea è nata dall'incontro tra le associazioni culturali "Viamentana teatro" e "Sogno clown", che si occupa di clown terapia, durante il periodo Covid. Non potendo più portare la comico-terapia negli ospedali hanno deciso di unire le forze e di proporre alle persone di recarsi nella loro sede condivisa. Il desiderio? Offrire un supporto concreto e anche diverso a chi affronta dei percorsi di cura difficili e offrire uno spazio dove la risata potesse essere una medicina per le persone, rompendo ad esempio il loro isolamento.

    L'importanza di coinvolgere l'intera rete affettiva

    Nonostante il progetto sia rivolto principalmente a malati ed ex malati oncologici è aperto anche a famigliari e supporter. Includerli è importante perché spesso, come ci dice Giuliano, la narrazione e il vissuto della malattia vanno ad incidere sul corpo e sull'identità della persona, coinvolgendo anche le persone vicine. Irene invece specifica che il progetto è nato anche insieme all'associazione "Mai più sole contro il tumore" e che dall'esperienza ha imparato che il coinvolgimento di persone esterne è fondamentale per quanto riguarda il gioco e il confronto tra i partecipanti.

    Quali attività propone questo progetto

    Tra le attività proposte si possono trovare il teatro clowning, lo "yoga della risata" e la scrittura comico-creativa. Irene ci spiega che tutti questi giochi sono utili per sviluppare il pensiero laterale e dunque vedere le cose e anche la malattia da una diversa prospettiva e di affrontare dunque i problemi da un'angolazione diversa, trovandone il lato comico e assurdo.

    Come partecipare e gli altri appuntamenti da segnare in agenda

    Tra gli impegni da segnare in agenda Giuliano ci parla innanzitutto della Conferenza stampa, fissata per il 21 febbraio 2026, in collaborazione con l'associazione "Mai più sole" in via Machiavelli, a Cagliari e alle ore 10:00. Per poter partecipare ai laboratori e progetti invece Giuliano ci invita a chiamare il numero 3933604160 oppure a scrivere all'email unannodirisate@gmail.com. Il percorso inizierà mercoledì 25 febbraio, a Quartu, in via Scarlatti, n° 48.

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    8 m
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