Virginia Dal Cortivo ci racconta Stefano Asili e la mostra “Scorci. Sardegna contemporanea”
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Virginia Dal Cortivo, curatrice della mostra, ci racconta l'artista dietro le opere di "Scorci. Sardegna contemporanea". Stefano Asili fa sicuramente parte delle eccellenze artistiche nate e sviluppatesi nel nostro territorio. Nato a Cagliari nel '63, è purtroppo prematuramente scomparso nel 2021. La sua bravura non è rimasta racchiusa nei limiti regionali, ma è riuscita a raggiungere riconoscimenti di alto livello anche fuori regione. La sua candidatura al Compasso d'oro - il più prestigioso riconoscimento nazionale di design- , la vincita del Landscape Award del Consiglio d'Europa e del premio Millecanali dimostrano come il suo talento sia riuscito ad affermarsi. Questo successo non ha però allontanato Asili e la sua arte dalla nostra isola. Sono tanti i suoi lavori che fanno parte della nostra identità visiva. E' stato ideatore, ad esempio, di vari loghi locali come quello della Ctm e dell'Arst, dando un contributo essenziale nel disegnare il nostro quotidiano immaginario locale. Ha contribuito con la sua arte anche all'Università di Cagliari, non solo come docente, ma anche ideando il logo in occasione dei 400 anni della nostra università.
Come nasce la mostra "Scorci. Sardegna contemporanea"La collaborazione tra Asili e Palazzo Doglio nasce nel 2020, quando questo non era che un cantiere ancora in costruzione. Già dal principio, Palazzo Doglio aveva l'idea di proporsi come nuovo presidio non solo nell'accoglienza ma anche nell'attività culturale. Proprio per questo motivo, Asili fu contattato per creare delle opere d'arte da destinarsi alle camere dell'albergo. Esplorando e passeggiando per il cantiere, Asili ha trovato ispirazione per le opere che oggi possiamo vedere in questa mostra. I tempi per la realizzazione sono stati prolungati dalla pandemia e dal fatto che, sfortunatamente, Asili sia venuto a mancare nel 2021. Proprio per questo è stato molto importante il successivo contributo dei figli, fondamentali per la cura e la scelta delle opere.
Due percorsi visiviAsili ideò due possibili percorsi per le opere da destinarsi al Doglio. L'obiettivo era quello di rappresentare ciò che siamo oggi, una Sardegna contemporanea che racchiude la sua essenza ma che in qualche modo si slega da visioni stereotipate. Da una parte sono state ideate opere raffiguranti le tradizioni della nostra isola, dall'altra particolari scorci della città di Cagliari. Entrambe le idee sono piaciute, perciò Asili ha poi dato vita a entrambi i due percorsi visivi, creando una mostra che rappresenta la nostra identità sia dal punto di vista materiale - con le architetture e luoghi della città- , sia dal punto di vista immateriale , con le tradizioni sarde che fanno da protagoniste.
Scorci e tradizioneGli scorci della città di Cagliari sono rappresentati in modo tale da riconoscerne i quartieri e i monumenti. I profili cagliaritani diventano protagonisti, ma solo nei contorni, restando "inafferrabili". L'obiettivo di Asili era appunto quello di creare una città scomposta in cui è impossibile fermare il tempo. Profili e visioni non nette della città, che dimostrano che i contorni possono restare sempre gli stessi - diventando identitari-, ma ciò che avviene all'interno di questi "confini architettonici" cambia, si evolve, si trasforma con il passare del tempo. Le opere che invece portano definizione e colore sono quelle rappresentative delle tradizioni. Ricche di particolari e portatrici di identità contemporanea, in un continuum di passato che si fa presente.
Restituire identitàVirginia Dal Cortivo crede che questa esposizione a Palazzo Doglio possa far conoscere ai più Stefano Asili e restituire, a visitatori e turisti, un'idea più autentica di identità locale. Questa è la speranza: quella di poterci guardare allo specchio e riconoscerci. Ma anche quella di trasmettere chi siamo, in una chiave antica e tradizionale ma sicuramente pure contemporanea.
Invitiamo tutte e tutti a visitare questa mostra per vedere con i propri occhi le opere di un artista che ha saputo parlare di noi e dei luoghi che abitiamo.