La strage di Erba Audiolibro Por Ciro Discepolo arte de portada

La strage di Erba

Una lettura anche astrologica dei fatti

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Questa è una storia d’amore. E anche di un incredibile massacro.La storia d’amore è quella tra Rosa e Olindo, ma non secondo la semantica delle favole, bensì letta attraverso altri criteri a cui ho dedicato uno specifico capitolo del libro.Adesso partiamo da un altro punto di vista:Per due punti passa una e una sola rettaE qualcuno potrebbe chiosare: “Dimostralo!”.Non si può, nel senso che questo è il primo dei cinque postulati della geometria euclidea. Ho interrogato, in proposito, un docente di matematica che mi ha risposto:“Il fatto che per due punti distinti passi una e una sola retta, non è qualcosa di dimostrabile mediante alcuna funzione matematica. Tanto è vero che si tratta di uno dei 5 postulati della geometria euclidea. Infatti, vista la sua grande evidenza geometrica, lo si postula, lo si assume come evidentemente vero, senza possibilità di essere dimostrato”. È molto chiaro, non è così? E, in materia di giurisprudenza e di diritto penale, di processi, insomma, ci piacerebbe che tutte le questioni si potessero declinare allo stesso modo dei cinque postulati euclidei: “È così e basta. Ogni tentativo di dimostrazione è superfluo”.Purtroppo le cose non stanno affatto in tal modo ed è quello che sto cercando di chiarire, soprattutto a me stesso, da qualche mio libro a questa parte.La Giurisprudenza, il Diritto, che a loro volta si servono anche di discipline come la Psicologia, la Sociologia, la Psicoanalisi, la Psichiatria e altre ancora, non si possono considerare scienze esatte ed entrambi si devono necessariamente inquadrare nell’ambito delle scienze umane.Credo che non esistano alternative, ma in una possibile epistemologia del diritto, che peso possono e devono avere le differenze di giudizio man mano che ci allontaniamo dalla schiacciante evidenza della geometria euclidea e ci spostiamo, invece, verso giudizi che si avvicinano piuttosto alla filosofia che alla matematica e alla logica booleana?Su ciò vi proporrò, più avanti, uno specifico capitolo, ma prima lasciate che io vi riporti le parole del dottor Severo Chieffi, presidente della Suprema Corte di Cassazione per questo caso, che ha voluto così stigmatizzare, in sentenza, — a mio avviso molto intelligentemente e con una grande ricaduta culturale generale per il diritto futuro — l’attuale situazione a tal proposito:Prima di entrare nella disamina particolareggiata delle numerose doglianze avanzate, occorre effettuare alcune brevi premesse metodologiche. La prima: al giudice di legittimità non appartiene un autonomo giudizio di valutazione degli elementi di prova, non essendo a lui attribuito il potere di sostituire, o sovrapporre una sua valutazione a quella del giudice di merito, essendogli rimesso solo ed esclusivamente il compito di controllare la logicità del ragionamento probatorio e quindi di verificare la correttezza della giustificazione interna ed esterna, essendo di esclusiva competenza dei giudici delle due precedenti fasi processuali, la ricostruzione della vicenda processuale e l’interpretazione dei dati acquisiti. Ne consegue che il giudizio avanti la Cassazione non può essere inteso come un terzo grado di giudizio pieno, in cui si rivalutano le prove acquisite, ma va inteso come scrutino sulla logicità, completezza e coerenza delle valutazioni operate nei giudizi precedenti, restando preclusa la semplice rilettura degli elementi di fatto posti a base della decisione o l’autonoma adozione di nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti, preferiti a quelli adottati dai giudici di merito, perché ritenuti maggiormente plausibili o dotati di maggiore capacità esplicativa... (dalla Prefazione, continua). Ciencias Sociales Criminología
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