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Tracce di Coaching e Mentoring

Tracce di Coaching e Mentoring

De: Coaching You
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Tracce di coaching e mentoring. Chiacchiere a briglia sciolta.
Benvenute e benvenuti a Tracce di coaching e mentoring.
Un podcast di conversazioni a briglia sciolta con Chiara Zerbini e Tanai Baculo, per esplorare cosa significano davvero coaching e mentoring nella vita professionale e personale.
Parliamo di strumenti di coaching e mentoring, di valori, di confini e responsabilità. Parliamo anche di cosa vuol dire dare o ricevere un percorso con rispetto della persona e attenzione all’etica e alla qualità.
È uno spazio per chi già opera in questi ambiti. È anche uno spazio per chi vuole avvicinarsi con serietà. E per chi sta valutando di utilizzare coaching o mentoring in azienda o per sé.Copyright Coaching You
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Episodios
  • 5 - I fondamentti del mentoring
    Jan 30 2026
    Cos’è, dove nasce e perché oggi è così richiesto.
    In questa puntata partiamo dai fondamenti del mentoring. Ripercorriamo le origini della parola mentor e distinguiamo il mentoring “naturale”, quello che nasce dall’ispirazione verso una persona, dal mentoring “formale”, quello progettato e organizzato da professionisti e dentro aziende, università, associazioni e contesti sportivi.Chiarendo i confini, diventa più semplice capire anche le affinità e le differenze con il coaching. Nel mentoring c’è una componente specifica: il modello di ruolo. Un mentor può accompagnare davvero quando ha attraversato, in prima persona e in tempi recenti, l’esperienza verso cui la persona sta andando. È la metafora della montagna. Se vuoi scalare quella vetta, ha senso farti accompagnare da chi l’ha già scalata e ne conosce passaggi, rischi e apprendimenti.Parliamo poi di mentoring interno ed esterno. Nel primo caso entra in gioco la progettazione del programma, con obiettivi, criteri di matching e una cornice chiara per evitare equivoci e conflitti di ruolo. Nel secondo caso, la chiarezza nasce dal patto tra noi e la persona, attraverso domande, aspettative e risultati attesi.Affrontiamo anche il tema delicato delle etichette e degli abusi. Quando il mentoring viene usato come scorciatoia per dare soluzioni, dirigere o “riempire” lo spazio della persona, si perde la parte più preziosa del lavoro. L’obiettivo resta proteggere autodirezione e responsabilità della persona, mantenendo confini, trasparenza e qualità.Chiudiamo con alcuni spunti pratici per riconoscere un mentoring fatto bene. Serve chiarezza sugli obiettivi. Serve coerenza tra esperienza del mentor e bisogno della persona. Serve attenzione all’etica e alla reputazione della professione. Serve, quando necessario, supervisione.

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    33 m
  • 4 - The guru effect
    Jan 30 2026
    Quando il coaching rischia di creare dipendenza.
    In questa puntata parliamo del guru effect. È quella dinamica, spesso sottile, in cui il coach, il mentor o persino un metodo finiscono per essere percepiti come “la soluzione”. E quando succede, l’autodirezione e l’autoresponsabilizzazione della persona si indeboliscono.Partiamo dai fondamenti. Nel coaching e nel mentoring la responsabilità dei risultati resta della persona. Il nostro compito è facilitare apprendimento, consapevolezza e scelte. Non creare dipendenza. Non sostituirci con consigli, verità assolute o promesse di trasformazione.Entriamo poi nelle zone grigie. La gratificazione dell’ego, la riconoscenza del cliente, la richiesta “tu cosa faresti”, il bisogno di sentirsi guidati. E ancora, il raccontino motivazionale, le frasi ad effetto e le leve emotive che possono diventare strumenti di manipolazione.Parliamo anche di un rischio meno visibile. Quando un metodo viene idealizzato e “diventa perfetto", la persona si sente in difetto. Se non ottiene risultati, pensa di “non essere abbastanza”. E intanto il metodo prende il posto della responsabilità personale.Chiudiamo con una direzione concreta. Vigilanza su di sé, supervisione, confini chiari, storytelling usato per stimolare riflessione e non per indicare la via. Perché il nostro lavoro funziona quando, a un certo punto, possiamo toglierci di mezzo e la persona continua a camminare con le proprie gambe.

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    35 m
  • 3 - Mental, business e life coaching
    Jan 30 2026
    Cosa significano e perché noi non li usiamo.
    In questa puntata mettiamo ordine in tre etichette molto diffuse. Mental coach, business coach, life coach. Partiamo da una domanda semplice: queste specializzazioni esistono davvero o sono soprattutto un modo per posizionarsi sul mercato?Parliamo di contesti e di confini. Il life coaching lavora su obiettivi e scelte personali. Il business coaching lavora in contesti professionali e organizzativi. Il mental coaching nasce nello sport e ruota intorno alla performance, spesso usando strumenti della PNL.Poi affrontiamo il punto delicato. Quando il coaching promette trasformazioni profonde o prova a sostituirsi alla psicoterapia, il rischio è alto. Non per demonizzare un approccio, ma per riportare al centro etica, responsabilità e chiarezza. C’è anche un tema di linguaggio, perché le parole costruiscono aspettative e possono creare confusione.Concludiamo spiegando perché in Coaching You preferiamo una nomenclatura diversa. For people e for business. Una distinzione semplice, legata a chi ci chiede il supporto e al contesto. E chiudiamo con alcuni criteri pratici per scegliere un coach o una coach senza farsi abbagliare da promesse o mode del momento.

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    32 m
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