Episodios

  • Speciale Roma Democratica - Frequenza Progressista 26.03.2026
    48 m
  • Speciale Roma Democratica - Frequenza Progressista 19.03.2026
    48 m
  • Speciale Roma Democratica - Frequenza Progressista 12.03.2026
    Mar 12 2026
    Speciale Roma Democratica. Frequenza Progressista/64 - 12.03.2026

    La puntata si apre con l'intervento del segretario del PD Roma Enzo Foschi, che parte da uno spunto di riflessione legato a una celebre intervista del 2007 a Giuliano Vassalli per sottolineare come la cosiddetta "riforma della giustizia" elaborata dal governo Meloni sia in realtà un tentativo di scardinare gli equilibri tra i poteri dello Stato disegnati nella Carta Costituzionale, e rende conto delle iniziative in corso in vista dell'appuntamento referendario del 22-23 marzo. Nella seconda parte della puntata è ospite il responsabile regionale Lazio di "Libera" Gianpiero Cioffredi, che oltre a rafforzare gli argomenti già evidenziati da Foschi mette in evidenza il legame tra la riforma della giustizia e gli interessi delle organizzazioni criminali che infestano la vita sociale e economica nel nostro paese. Ciò non significa ovviamente che chi voterà Si sia colluso con organizzazioni criminali: significa però che alcuni aspetti di questa riforma sono oggettivamente una sponda per gli interessi di chi gestisce determinate attività criminali. Si tratta di una convergenza certamente non voluta da chi ha elaborato la riforma, tuttavia esistente sul piano fattuale.









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    47 m
  • Speciale Roma Democratica - Frequenza Progressista 05.03.2026
    Mar 5 2026
    Roma Democratica. Frequenza Progressista/63 - 05.03.2026

    La puntata si apre con l’intervento del segretario del PD Roma, Enzo Foschi, con il quale si ragiona di pace e giustizia sociale, a partire dallo spunto fornito da una intervista a Enrico Berlinguer del 1982. Il contesto di guerra mondiale in cui l'attacco all'Iran di Israele e Usa ha gettato il mondo intero, il ruolo marginale cui il governo Meloni ha "condannato" il nostro Paese (marginale come mai nella storia della Repubblica), la gestione propagandistica della campagna referendaria sulla sedicente "riforma della giustizia" imposta dal governo al Parlamento e al popolo italiano dal governo, sono i temi affrontati nel corso della conversazione con il segretario del PD romano. Nella seconda parte della trasmissione è ospite Eugenio Patanè, assessore trasporti e mobilità di Roma Capitale, che annuncia l'arrivo dei nuovi tram che ammoderneranno nei prossimi mesi l'intera rete tramviaria della capitale. Ma soprattutto ragiona a 360 gradi di trasporti e mobilità, evidenziando che finalmente Roma ha una "visione" complessiva, proiettata nel futuro, come non avveniva dai tempi delle giunte Rutelli e Veltroni.
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  • Speciale Roma Democratica - Frequenza Progressista 26.02.2026
    49 m
  • Speciale Roma Democratica - Frequenza Progressista 19.02.2026
    50 m
  • Speciale Roma Democratica - Frequenza Progressista 12.02.2026
    Feb 12 2026
    Roma Democratica. Frequenza Progressista/60 - 12.02.2026

    La puntata si apre con l’intervento del segretario del PD Roma, Enzo Foschi, con il quale si parla della mobilitazione nazionale lanciata dal PD: una campagna di ascolto che si intreccia con la presenza fisica nelle piazze di tutto il Paese per la campagna referendaria a sostegno del NO. Foschi parla anche del lancio della App "Gualtieri per Roma", presentata lunedì 9 al Teatro Brancaccio.
    Seconda parte della trasmissione dedicata all'Europa. Zingaretti commenta il voto sul nuovo quadro relativo ai
    cosiddetti “Paesi di origine sicuri”, inserito nel Patto Migrazione e Asilo. Le destre europee spingono per un approccio sempre più securitario. La gestione delle richieste di asilo e delle migrazioni è il terreno su cui le destre europee costruiscono consenso, riducendo la complessità a slogan identitari.
    Sempre ieri la delegazione del PD al Parlamento Europeo ha lanciato il manifesto “Verso gli Stati Uniti d’Europa”. Non uno slogan evocativo, ma una proposta politica precisa: un bilancio europeo più forte, una vera politica estera, il superamento del diritto di veto e il ricorso alle cooperazioni rafforzate.
    L'Europa è schiacciata tra le aggressività belliche ai propri confini, la competizione commerciale globale e la pressione di governi nazionalisti che rallentano ogni processo di integrazione.
    L’obiettivo dichiarato è il salto federale: un’Europa capace di decidere a maggioranza su politica estera, difesa, politiche fiscali e migratorie, e che non sia ostaggio dei veti nazionali. Non è una fuga in avanti, ma una necessità storica. Nel 2027 cadrà l’anniversario dei Trattati di Roma: un richiamo simbolico alla stagione in cui l’integrazione europea nacque come risposta alla fragilità delle democrazie. Il PD intende rilanciare un progetto politico forte, capace di coniugare diritti, protezione e integrazione. La sfida è questa: scegliere se restare un’Unione fragile, paralizzata dai veti, o diventare finalmente una comunità politica federale capace di decidere e incidere nel mondo.
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    50 m
  • Speciale Roma Democratica - Frequenza Progressista 05.02.2026
    Feb 5 2026
    Roma Democratica. Frequenza Progressista/59 - 05.02.2026

    Ospite della puntata la deputata Michela Di Biase, segretaria Commissione Giustizia della Camera. Si ragiona del cosiddetto referendum sulla riforma della giustizia. Vengono esposte con chiarezza le ragioni del No a una riforma che non è stata discussa dal Parlamento (dettaglio non marginale), non riforma la giustizia, i cui problemi resteranno irrisolti (lentezza dei processi, ipertrofia normativa, condizioni delle carceri), ma invece scardina il CSM, organo di governo della magistratura, attraverso il meccanismo surreale del sorteggio. Prezioso il contributo di Andrea Orlando, già ministro della giustizia. Nella parte centrale della puntata Di Biase ragiona anche del ddl Bongiorno sulla violenza sessuale: un attacco diretto ai diritti delle donne, un arretramento culturale e giuridico inaccettabile. Il testo riscrive l’articolo 609 bis, approvato all’unanimità alla Camera nel novembre 2025. Dal testo sparisce la parola “consenso”, sostituito da “volontà contraria”, e viene introdotta la parola “dissenso". Un cambio di paradigma, il frutto avvelenato di una cultura reazionaria e misogina che tradisce la Convenzione di Istanbul e allontana l’Italia da riforme avanzate come quelle varate in Spagna, Francia e Svezia.




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