Poggio Mandorlo - God Save The Wine c/o Serre Torrigiani (27/10/2025)
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L’azienda agricola sorge ai piedi dell’Amiata (1738 m s.l.m.) nel comune di Seggiano, zona DOCG Montecucco, al crocevia tra Val d’Orcia e Maremma – 12 km da Montalcino, 5 km dall’Abbazia di Sant’Antimo, 10 km da Arcidosso.
La tenuta si estende su 38 ettari di cui 12 vitati con Sangiovese, Merlot e Cabernet Franc, più 1 ettaro di oliveto Olivastra Seggianese DOP. I suoli presentano marne argillo-calcaree nelle zone inferiori, tufo o galestro negli appezzamenti più elevati, con scheletro abbondante che include quarzo e pietra focaia. L’altitudine di circa 400 m s.l.m., la presenza della montagna e la vegetazione boschiva circostante garantiscono particolare freschezza alle piante, buona ventilazione annuale e escursioni termiche che favoriscono la corretta maturazione. Le vigne sono state impiantate gradualmente con cloni rari di Merlot e Cabernet Franc provenienti da Saint-Émilion (Bordeaux), acclimatati in Italia da un vivaista altoatesino. Il Sangiovese proviene dalle ultime popolazioni selezionate a Montalcino. I vini sono considerati dalla stampa internazionale Super-Tuscans di qualità superiore, caratterizzati da eleganza, finezza, struttura e intensità. La cantina di 1500 mq è stata progettata con grande rispetto ambientale, strutturata su tre livelli che seguono l’andamento della collina, utilizzando materiali locali di riciclo e pietre di recupero. La porzione produttiva segue criteri di moderna enologia con strumentazioni di alto livello tecnologico.
L’enologo Filippo Paoletti racconta come la collaborazione sia nata per caso, durante la sua esplorazione della DOCG Montecucco. “La prima volta che ho visto Poggio Mandorlo ho capito che si trattava di un posto particolare, un incrocio di condizioni climatiche ed agronomiche che non mi era mai capitato di incontrare. Un luogo da ascoltare e capire, dove non c’era posto per forzature o banalità.” La filosofia produttiva si basa sull’umiltà: “Un winemaker a Poggio Mandorlo non può essere protagonista ma solo una spalla al servizio del terroir. Il mio approccio è lavorare non per dare un proprio stile ai vini ma per esaltare la vera natura di questo posto, ottenere il massimo da ogni vigneto senza calcare la mano.”
Ogni vitigno viene vinificato diversamente per esprimerlo al meglio. La gamma comprende Il Guardiano (freschezza), La Querce (rigore varietale) e Poggiomandorlo (struttura potente), vini con grande potenziale evolutivo grazie anche all’uso sapiente e moderato dei legni.