Pierluigi Musarò e il Festival IT.A.CÀ: il turismo responsabile come visione per il futuro
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Oggi, ai microfoni di Unica Radio, abbiamo avuto il piacere di ospitare Pierluigi Musarò, professore ordinario di sociologia all’Università di Bologna e direttore fondatore del Festival IT.A.CÀ, Festival del Turismo responsabile. Un progetto culturale che, dal 2009, attraversa l’Italia costruendo una rete di territori, comunità e pratiche sostenibili.
Musarò ha raccontato come IT.A.CÀ sia nato dall’esperienza dell’associazione YODA e dal volontariato internazionale, con l’obiettivo di portare sul territorio locale una riflessione globale su diritti, giustizia e viaggio. Per il festival, il turismo sostenibile non è solo una pratica ambientale, ma anche sociale, culturale e politica.
Un festival che custodisce il futuroIl tema dell’edizione 2025, “Custodire il futuro dalle scelte di oggi”, invita a riflettere sull’impatto del turismo sulle comunità e sull’ambiente. Secondo Musarò, il futuro non va temuto, ma costruito attraverso decisioni responsabili e una visione intergenerazionale capace di affrontare crisi climatica, disuguaglianze e conflitti.
Gli eventi del festival – trekking, laboratori di cucina locale, conferenze culturali – sono pensati come esperienze dirette. Vivere i luoghi significa entrare in relazione con le persone, trasformando il visitatore in un “cittadino temporaneo” e superando la logica del turismo mordi e fuggi.
Sardegna e comunità locali protagonisteNegli anni, IT.A.CÀ ha trovato in Sardegna un laboratorio ideale di turismo responsabile. Dalle tappe di Quartu Sant’Elena all’Ogliastra, il festival ha valorizzato aree interne, destagionalizzazione e reti locali. Musarò ha sottolineato come l’Ogliastra rappresenti “un’altra Sardegna”, lontana dai cliché turistici, ricca di paesaggi, cultura e relazioni comunitarie.
Fondamentale è la coprogettazione con comuni, associazioni e operatori locali. Solo così il turismo può diventare strumento di sviluppo condiviso e non fonte di squilibri.
Da incoming a becomingUno degli obiettivi centrali del festival è trasformare l’“incoming” in “becoming”: non contare solo i numeri dei turisti, ma misurare il benessere generato per le comunità. Guardando al 2026, IT.A.CÀ si prepara alla maggiore età con nuovi temi, forse legati alla pace, e con il desiderio di continuare il suo viaggio anche in Sardegna.