Episodios

  • Parola di Pietro - Il punto G del referendum
    Mar 15 2026

    La parola della settimana è giustizia. Alla vigilia del referendum, un tema che dovrebbe restare tecnico e giuridico è diventato inevitabilmente uno scontro politico: pro o contro il governo, pro o contro la magistratura. In questa puntata Parola di Pietro prova a riportare la discussione dentro il merito delle riforme, partendo dalle parole degli stessi magistrati, dalle contraddizioni emerse nel dibattito pubblico e dal ruolo che il referendum potrebbe avere nel ridefinire il rapporto tra pubblico ministero, giudice e sistema disciplinare.


    Il ragionamento tocca alcuni nodi centrali: la separazione delle carriere, il funzionamento del CSM, il tema della responsabilità dei magistrati e il divario tra numero di processi che non portano a condanna e numero di sanzioni disciplinari effettivamente applicate. Sullo sfondo resta la questione più ampia: se il referendum serva davvero a riequilibrare il sistema giudiziario o se sia diventato, come spesso accade, l’ennesimo terreno di scontro politico dove la giustizia finisce per essere il pretesto più che il vero oggetto del dibattito.



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    17 m
  • Parola di Pietro - L'idolo sbagliato
    Mar 8 2026

    La parola della settimana è Pedro. Non il nome di una canzone o di un tormentone pop, ma quello di Pedro Sánchez, improvvisamente diventato un punto di riferimento per una parte della sinistra italiana. Un entusiasmo che nasce dalle sue dichiarazioni contro la guerra e contro l’uso delle basi militari, ma che si scontra subito con la realtà: poche ore dopo quelle parole, la Spagna si è allineata alla Nato esattamente come gli altri paesi europei. In questa puntata Parola di Pietro prova a smontare il mito del leader spagnolo, ricordando le contraddizioni della sua politica interna, le vicende giudiziarie che coinvolgono il suo entourage e il contesto politico in cui governa. Ma soprattutto allarga lo sguardo allo scenario internazionale: la crisi tra Israele e Iran, il ruolo degli Stati Uniti e quello – spesso raccontato in modo semplicistico – dell’Europa. Una riflessione sul divario tra narrazione e realtà geopolitica, tra idoli politici costruiti a tavolino e la complessità di un mondo in cui, al di là delle dichiarazioni, gli equilibri strategici restano sorprendentemente stabili.



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    14 m
  • Parola di Pietro - Canzoni stonate
    Feb 28 2026

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    8 m
  • Parola di Pietro - Allarme deliri
    Feb 15 2026

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    15 m
  • Parola di Pietro - Askatasuna, la libertà non è sprangare un poliziotto
    Feb 6 2026

    La parola della settimana è libertà. Una parola abusata, invocata, piegata fino a diventare il contrario di ciò che dovrebbe rappresentare. Askatasuna, che in basco significa libertà, è il nome di un centro sociale e il simbolo di una stagione di violenza che a Torino è tornata a colpire lo Stato, le forze dell’ordine e la città. Cassonetti incendiati, poliziotti aggrediti, università occupate, slogan che legittimano l’odio: non dissenso, ma eversione rivendicata. In questa puntata Parola di Pietro prova a separare la libertà dal caos e la protesta dal crimine, mettendo in luce le ambiguità politiche e culturali che da anni offrono copertura a chi usa la violenza come linguaggio. Dall’ordine pubblico scambiato per sicurezza, alla scelta delle istituzioni di evitare lo scontro diretto, fino al ruolo dei cosiddetti “cattivi maestri” e delle reti di consenso che rendono possibile tutto questo. Una riflessione dura ma necessaria su responsabilità diffuse, ipocrisie trasversali e su una domanda che non può più essere evitata: quanta violenza siamo disposti a tollerare in nome di una libertà che libertà non è più.



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    16 m
  • Parola di Pietro - Viva Niscemi, abbasso gli scemi
    Jan 31 2026

    La parola della settimana è sabbia: materia invisibile e decisiva della nostra civiltà, risorsa senza la quale non esisterebbero vetro, cemento, tecnologia. Ma anche elemento fragile, instabile, che quando viene ignorato presenta il conto. È da qui che parte il racconto di Niscemi, una città costruita su un terreno friabile, segnata da frane annunciate, evacuazioni, allarmi rimasti per anni sulla carta e una tragedia che oggi colpisce migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case. In questa puntata Parola di Pietro prova a spostare lo sguardo oltre l’emergenza e oltre lo sciacallaggio politico, interrogandosi sulle responsabilità reali: l’abusivismo tollerato, i progetti firmati dove non si doveva costruire, le istituzioni locali prive di mezzi e competenze, i professionisti che hanno certificato l’impossibile. Senza negare il dovere dello Stato di intervenire e aiutare chi ha perso tutto, il ragionamento mette in discussione l’idea che ogni disastro possa essere risolto a posteriori con fondi pubblici, trasformando la sabbia in ferro. Una riflessione scomoda su prevenzione, responsabilità diffuse e sull’abitudine italiana di cercare colpevoli solo quando il danno è ormai fatto.



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  • Parola di Pietro - Stop America
    Jan 24 2026

    Chi è davvero il cattivo, nel mondo che si sta ridisegnando sotto i nostri occhi? Donald Trump, Volodymyr Zelensky, Vladimir Putin, l’Europa che arranca o quella che pretende di giudicare? La parola della settimana diventa una lente per osservare un cambio di scenario profondo, in cui le categorie morali tradizionali faticano a reggere l’urto della realtà geopolitica. L’Europa scopre di non essere decisiva, l’America di non voler più sostenere il peso da sola, l’Ucraina di dover alzare la voce anche con chi l’ha sostenuta, mentre i leader si muovono tra debolezze interne e ambizioni globali. In questa puntata Parola di Pietro mette in discussione la semplificazione del bene contro il male, mostrando come il conflitto tra “buoni” e “cattivi” sia spesso una scorciatoia narrativa più che una chiave di lettura efficace. Dallo scontro Trump–Macron alla marginalità europea nei negoziati di pace, dalla Groenlandia al Medio Oriente, fino al confronto strutturale tra Stati Uniti e Cina, emerge un mondo in cui la durezza non è sempre sinonimo di malvagità e l’indignazione non coincide con la lucidità. Una riflessione scomoda sul potere, sull’ipocrisia delle alleanze e su ciò che accade quando la storia accelera e chiede di scegliere, non di giudicare.



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    17 m
  • Parola di Pietro - Chi si compra la Groenlandia?
    Jan 15 2026

    La parola della settimana è Groenlandia. Donald Trump rilancia una provocazione che sembra assurda solo a chi dimentica la storia: comprare territori non è una novità per gli Stati Uniti, dalla Louisiana all’Alaska. Ma dietro l’uscita spiazzante si muove una partita molto più grande, che riguarda l’Artico, le rotte commerciali, le materie prime e l’equilibrio tra le potenze globali.


    Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, la Groenlandia diventa il pretesto per mettere a nudo le contraddizioni dell’Unione Europea, l’ipocrisia di una sinistra pacifista a corrente alternata e la fragilità del diritto internazionale quando entra in collisione con la geopolitica reale. Dalla Danimarca alla NATO, dalla Cina alla Russia, fino al Venezuela e al controllo del petrolio, il racconto mostra come le grandi decisioni non passino mai dai buoni sentimenti ma dagli interessi strategici. E alla fine resta una domanda semplice, scomoda e molto politica: se a decidere fossero davvero i groenlandesi, chi direbbero di voler “vendere” il proprio futuro?

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    17 m