Episodios

  • 10. Turchia: tra eredità kemalista e ambizioni globali
    Apr 15 2026
    (00:00:00) 10. Turchia: tra eredità kemalista e ambizioni globali
    (00:01:09) Dalla fine dell’impero alla nascita della Repubblica di Turchia
    (00:03:58) Il ruolo chiave dell’esercito
    (00:07:05) Erdoğan: analisi di un’ascesa
    (00:10:51) 2016: il golpe come punto di non ritorno
    (00:15:23) Da ponte tra Occidente e Oriente a potenza autonoma e assertiva

    Dalla Turchia di Mustafa Kemal a quella di Erdogan. Il tradizionale ponte tra Europa e Asia si è trasformato in una potenza regionale e un attore globale, autoritaria e repressiva al proprio interno, ma con una base di cnsenso ancora importante.
    L'episodio analizza i passaggi cruciali di questa trasformazione.

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    22 m
  • 9. La Siria dal regime degli Assad a un futuro incerto
    Apr 14 2026
    (00:00:00) 9. La Siria dal regime degli Assad a un futuro incerto
    (00:01:38) Origini e spaccature del partito Ba’th
    (00:04:13) Il governo di Hāfiz al-Asad
    (00:06:12) Sale al potere Bashār al-Asad
    (00:08:02) La guerra civile e il Califfato
    (00:16:56) La caduta di Assad e l’ascesa di Ahmad al-Sharaa
    (00:18:26) Le sfide del nuovo regime

    Quella della Siria degli ultimi 15 anni è una storia che in alcuni momenti ha riempito i notiziari occidentali. Come dimenticare le macabre immagini diffuse dall’ISIS? O la distruzione di Aleppo, una delle città più affascinanti del mondo? O l’imponente teatro di Palmira diventato scenografia per spaventose esecuzioni. Ma l’ISIS ha rappresentato una parentesi, la storia siriana è molto piùcoplessa.
    In questo episodio cerchiamo di ricostruire la storia di questo paese dal secondo dopoguerra fino alla fase più recente, segnata dalla caduta del regime degli Assad e dall’emergere di un nuovo equilibrio politico. Ricordando che la Siria contemporanea è figlia delle sue fragilità strutturali: uno Stato nato da confini coloniali, attraversato da profonde divisioni sociali, religiose e regionali, e caratterizzato fin dall’inizio da una forte instabilità politica.

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    23 m
  • 8. La complessa transizione dell'Iraq
    Apr 11 2026
    (00:00:00) 8. La complessa transizione dell'Iraq
    (00:02:21) Tra rivolta curda e politica filo-occidentale
    (00:03:24) Il mosaico etnico-religioso iracheno
    (00:05:43) Il partito Baath e l’ascesa di Saddam Hussein
    (00:07:13) Le guerre del Golfo e l’embargo: la popolazione affamata
    (00:10:59) Presenza americana e guerra civile
    (00:11:54) Dalla guerra contro l'ISIS all'Iraq di oggi

    Abbiamo già ricostruito la nascita dello Stato e i suoi primi anni nella lezione 2; da qui riprendiamo il filo del discorso, collocandoci nel contesto della Seconda guerra mondiale.
    Vedremo la caduta della monarchia e l'ascesa di Saddamm Hussein.
    La guerra con l'Iran, le due guerre del Golfo e la situazione oggi.
    Un paese con un equilibrio estremamente critico alla ricerca del consolidamento interno, ma fortemente influenzato dalle dinamiche regionali come la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran il 28 febbraio 2026 o l’evoluzione della Siria post Assad.

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    16 m
  • 7. Iran: tra rivoluzioni e ruolo geopolitico
    Apr 9 2026
    (00:00:00) 7. Iran: tra rivoluzioni e ruolo geopolitico
    (00:01:33) Dalla rivoluzione costituzionale al protettorato anglo-russo
    (00:04:57) Dal regime di Reza Shah alla nazionalizzazione del petrolio
    (00:08:21) Dalla Rivoluzione bianca alla Rivoluzione iraniana
    (00:16:06) Dalla guerra con l’Iraq al lungo dominio di Ali Khamenei
    (00:21:22) Il ruolo dell’Iran nel Medio Oriente

    Da questo episodio iniziamo una serie di focalizzazioni sui diversi paesi del Medio Oriente iniziando dall’Iran. Un paese che da oltre un secolo sembra vivere dentro una tensione continua. Una tensione che attraversa tutto: la politica, la religione, la società, la vita quotidiana delle persone. È un paese che cambia spesso… ma allo stesso tempo resta incredibilmente coerente con sé stesso. Un paese in cui ogni tentativo di modernizzazione genera una reazione. E ogni rivoluzione apre la strada a una nuova forma di potere. Partiamo dal crollo della dinastica cagiara per attraversare l’Iran dei Pahlevi e arrivare a quello di Khomeini e Khamenei fino alla guerra scatenata da Stati Uniti e Israele. L’episodio si chiude analizzando il ruolo dell’Iran nel Medio Oriente.

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    27 m
  • 6. 1948 l’anno che cambia tutto
    Apr 5 2026
    (00:00:00) 6. 1948 l’anno che cambia tutto
    (00:01:18) Le basi di un odio perpetuo
    (00:04:55) La spartizione della Palestina
    (00:09:11) Nasce Israele e scoppia il primo conflitto arabo-israeliano
    (00:12:12) Le diverse aspettative di ebrei e arabi

    Le vicende che porteranno alla nascita dello Stato di Israele sono strettamente legate a quello che succede in Europa dopo la presa del potere di Hitler in Germania. L’analisi di questo periodo è molto delicata perché se la tragedia del popolo ebraico a seguito della politica di sterminio della Germania nazista è nota a tutti, non altrettanta chiarezza è stata fatta sull'indifferenza che il mondo mostra nei confronti di discriminazioni e persecuzioni. È invece molto importante avere presente questa perché anche a causa di questa, non solo per l’efferatezza della politica nazista, si radica la convinzione degli ebrei che l’unica possibilità per mettersi al riparo dalle discriminazioni e dalle persecuzioni è quella di avere un luogo fisico e non solamente spirituale, da costruire e difendere con ogni mezzo per garantire la propria esistenza.
    L’altra faccia della medaglia è che questo innegabile diritto viene esercitato non su un territorio deserto, disabitato, abbandonato all’incuria, ma su un territorio abitato da un’altra popolazione che non si sente affatto, come di fatto non è, responsabile di quelle persecuzioni perpetrate da altri.
    Quello che è sentito come un diritto per gli ebrei è sentito come un sopruso dagli arabi palestinesi ed è difficile riuscire a trovare una ragione per cui costoro si sarebbero dovuti far carico di una tragedia nella quale non avevano alcuna responsabilità.


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    15 m
  • 5. L’ordine francese: Siria, Libano e Nord Africa
    Apr 4 2026
    (00:00:00) 5. L’ordine francese: Siria, Libano e Nord Africa
    (00:02:40) Damasco tradita: dalla promessa di un regno arabo al mandato francese
    (00:07:20) Libano il confessionalismo si fa Stato
    (00:10:22) Il colonialismo francese nel Maghreb

    All’indomani della Prima guerra mondiale, la Francia si trova al centro di una ridefinizione profonda del proprio ruolo imperiale, muovendosi tra continuità e adattamento in due aree strategiche: il Medio Oriente e il Nord Africa.
    Tra le due guerre la politica francese si articola su un doppio registro: da un lato un colonialismo “modernizzato” e giustificato sul piano internazionale nel Medio Oriente dei mandati, dall’altro un colonialismo più classico e consolidato nel Maghreb. In entrambi i casi, tuttavia, l’obiettivo rimane lo stesso: preservare il rango della Francia come grande potenza attraverso il controllo di spazi strategici, anche a costo di alimentare tensioni e resistenze che, con il passare degli anni, erodono le basi stesse del suo dominio.

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    14 m
  • 4. L'ordine britannico (II): Egitto e penisola arabica
    Apr 2 2026
    (00:00:00) 4. L'ordine britannico (II): Egitto e penisola arabica
    (00:01:05) L’Egitto: dall’autonomia all’ombra britannica
    (00:04:23) Penisola arabica, impero informale tra protettorati e stati indipendenti
    (00:05:23) L’ascesa dell’Arabia Saudita tra conquista, diplomazia e nuove alleanze
    (00:07:56) Dallo Yemen al Kuwait, lungo le coste della Penisola arabica

    Nel periodo tra le due guerre mondiali, la presenza britannica nei territori asiatici dell’ex Impero ottomano non si presenta come un sistema uniforme, ma come un mosaico di formule di dominio adattate alle diverse realtà locali. Londra combina strumenti differenti: regni formalmente indipendenti ma strettamente subordinati come Iraq e Transgiordania, amministrazione diretta in Palestina, una rete di protettorati nel Golfo (dal Kuwait a Qatar, Oman ed emirati) e relazioni privilegiate con Stati formalmente sovrani come Arabia Saudita e Yemen. Ne emerge un sistema flessibile, capace di esercitare influenza senza ricorrere sempre allo stesso modello di controllo. Alla base di questa architettura vi sono interessi strategici molto concreti: da un lato, la necessità di proteggere le rotte imperiali verso l’Asia, vero asse vitale dei collegamenti britannici; dall’altro, l’urgenza crescente di assicurarsi accesso e dominio sulle risorse energetiche della regione, in particolare il petrolio, destinato a diventare centrale negli equilibri globali del Novecento. Su queste premesse si costruiscono le traiettorie dei singoli territori, nel precedente episodio abbiamo analizzato la situazione in Iraq, Transgiordania e Palestina, mentre in questo ci focalizziamo su Egitto e penisola arabica.

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    16 m
  • 3. L'ordine britannico (I): Iraq, Transgiordania e Palestina
    Apr 2 2026
    (00:00:00) 3. L'ordine britannico (I): Iraq, Transgiordania e Palestina
    (00:02:34) Iraq: dalla rivolta anticoloniale allo Stato fragile sotto tutela
    (00:07:00) La Transgiordania tra Impero britannico e ambizioni hascemite
    (00:09:19) In Palestina si semina un odio perpetuo

    Nel periodo tra le due guerre mondiali, la presenza britannica nei territori asiatici dell’ex Impero ottomano non si presenta come un sistema uniforme, ma come un mosaico di formule di dominio adattate alle diverse realtà locali. Londra combina strumenti differenti: regni formalmente indipendenti ma strettamente subordinati come Iraq e Transgiordania, amministrazione diretta in Palestina, una rete di protettorati nel Golfo (dal Kuwait a Qatar, Oman ed emirati) e relazioni privilegiate con Stati formalmente sovrani come Arabia Saudita e Yemen. Ne emerge un sistema flessibile, capace di esercitare influenza senza ricorrere sempre allo stesso modello di controllo. Alla base di questa architettura vi sono interessi strategici molto concreti: da un lato, la necessità di proteggere le rotte imperiali verso l’Asia, vero asse vitale dei collegamenti britannici; dall’altro, l’urgenza crescente di assicurarsi accesso e dominio sulle risorse energetiche della regione, in particolare il petrolio, destinato a diventare centrale negli equilibri globali del Novecento. Su queste premesse si costruiscono le traiettorie dei singoli territori, che in questo episodio andiamo ad analizzare più da vicino la situazione in Iraq, Transgiordania e Palestina, mentre nel prossimo episodio ci focalizzeremo su Egitto e penisola arabica.

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    18 m