Lo sport che regge il Paese – la visione di Daniela Isetti. Podcast Por  arte de portada

Lo sport che regge il Paese – la visione di Daniela Isetti.

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In questa puntata di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova incontra Daniela Isetti, dirigente sportiva e amministratrice pubblica con delega allo sport, con un percorso costruito “dalla base” nel mondo del ciclismo e un’esperienza maturata tra attività sul territorio, ruoli istituzionali e responsabilità di governance. Cresciuta in una famiglia dove lo sport era già casa – tra passione, volontariato e formazione – Daniela racconta come la bicicletta le abbia insegnato disciplina, fatica e resilienza, e come proprio quelle lezioni l’abbiano accompagnata nel passaggio dall’attività agonistica ai ruoli dirigenziali.

La conversazione parte dall’inizio: dal ciclismo vissuto in prima persona e dai primi incarichi nel comitato regionale, fino alla scoperta di una vocazione che va oltre la prestazione e diventa servizio. Daniela ripercorre il suo cammino tra esperienze tecniche, comunicazione e organizzazione, e spiega perché per guidare lo sport bisogna prima conoscere davvero ciò che accade sul campo, nelle società piccole, tra i giovani e tra chi porta avanti tutto con tempo e passione.

Ampio spazio è dedicato all’evoluzione del ciclismo e, più in generale, al modo in cui lo sport oggi si intreccia con sociale, educazione, turismo e politiche territoriali: dalla dimensione internazionale alle nuove prospettive del cicloturismo, fino al tema della “cultura del movimento” e della sicurezza nei percorsi casa–scuola. Daniela porta esempi concreti di quanto un evento sportivo o un progetto ben costruito possano generare valore per una comunità e, allo stesso tempo, sottolinea una criticità centrale: la riforma dello sport e il peso burocratico che rischia di schiacciare le realtà di base, proprio quelle più indispensabili per far crescere lo sport.

Nella parte finale si parla di leadership femminile e di nuove generazioni: dal progetto Donne di Sport alla necessità di offrire esempi reali, tutoraggio e spazio a ragazze che vogliono entrare nello sport anche da tecniche, dirigenti e manager. Ne esce il ritratto di una figura che difende le regole e la trasparenza, ma soprattutto l’idea che lo sport, per restare vivo e credibile, debba proteggere le sue radici e investire prima di tutto sulle persone.
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