Campo San Giovanni, 12 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
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Ma lo scirocco ha guastato il tempo, agitato il mare ed impedita la pesca. Il piacere di contemplare con comodo il celebre scoglio di Scilla mi ha compensato abbastanza della perdita del pesce spada che, quantunque grande e bello, per me non avrà mai il fascino del mostro di Omero.
È all'immaginazione di popoli e all'ignoranza dei marinai che è dovuta alla fama di queste rocce così ridotte!
Luoghi narranti narrati e citati: Scilla - Campo San Giovanni (Campora San Giovanni?) - Villa San Giovanni - Messina
Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Lettere dalla Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/02/lettere-dalla-calabria-del-1812-di.html
La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.
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