Una storia degli Scacchi
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Narrado por:
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Virtual Voice
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De:
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Bob Kowalski
Este título utiliza narración de voz virtual
In Una Storia degli Scacchi, Bob Kowalski presenta un percorso chiaro e coinvolgente attraverso la lunga traiettoria degli scacchi, mostrando come questo gioco sia stato, nel corso dei secoli, una combinazione di arte, scienza e sport. L’autore lo interpreta anche come strumento educativo e simbolo filosofico, sempre legato ai contesti culturali e sociali in cui si è sviluppato.
Kowalski apre l’opera con l’origine indiana del Chaturanga, una rappresentazione simbolica della guerra ricca di elementi religiosi. Successivamente descrive la trasformazione del gioco in Persia, dove nasce lo Shatranj, e la sua espansione nel mondo islamico, scenario fondamentale per la conservazione, lo studio e la diffusione degli scacchi grazie ai califfati e alle rotte commerciali.
L’arrivo degli scacchi in Europa durante l’occupazione musulmana della Penisola Iberica segna un altro passaggio essenziale. Qui i pezzi assumono caratteristiche del sistema feudale e il gioco, nonostante le prime proibizioni della Chiesa, finisce per integrarsi nella vita nobiliare. Con il Rinascimento, Kowalski evidenzia il cambiamento decisivo delle regole, in particolare il rafforzamento della donna, oltre alla pubblicazione di manuali che hanno dato forma alla teoria moderna. I caffè europei diventano centri in cui pensatori e giocatori affinano idee destinate a influenzare il pensiero posizionale.
Affrontando il XIX secolo, l’autore mette in risalto lo stile romantico, dominato da combinazioni tattiche audaci di figure come Anderssen e Morphy. Analizza inoltre i primi tornei internazionali e la consolidazione di regole unificate. Con Wilhelm Steinitz prende avvio il gioco degli scacchi moderno, fondato su principi scientifici, mentre la stampa specializzata ne favorisce la diffusione.
Kowalski dedica ampio spazio al XX secolo, segnato dal protagonismo sovietico. Campioni come Botvinnik, Tal e Spassky trasformano gli scacchi in un simbolo di competizione geopolitica. Il duello tra Fischer e Spassky nel 1972 è presentato come un evento storico che va oltre l’ambito sportivo. In seguito, la rivalità tra Karpov e Kasparov ridefinisce il professionalismo ed eleva il livello competitivo degli scacchi mondiali.
La trasformazione digitale occupa un altro capitolo centrale. Dalla vittoria di Deep Blue su Kasparov all’impatto dei motori come Stockfish e AlphaZero, l’autore mostra come la tecnologia abbia cambiato la preparazione, l’analisi e persino la comprensione del gioco. Le piattaforme online e le trasmissioni in diretta hanno democratizzato l’accesso, attirato milioni di nuovi giocatori e modificato le abitudini di studio e competizione.
Nel XXI secolo, Kowalski analizza la crescente diversità, l’affermazione di campioni come Magnus Carlsen e l’influenza della cultura pop, alimentata da fenomeni come La Regina degli Scacchi. Sottolinea inoltre l’espansione del ruolo delle donne — con nomi come Judit Polgár e Hou Yifan — e le sfide affrontate da regioni come l’America Latina nello sviluppo di strutture professionali più solide.
Nella parte finale, l’autore riflette sul futuro degli scacchi di fronte a tecnologie emergenti come la realtà virtuale, il metaverso e l’intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di preservare il carattere umano e creativo del gioco anche in un contesto sempre più digitalizzato.
Una Storia degli Scacchi è un’opera che ritrae il gioco come uno specchio dell’evoluzione umana. Kowalski sintetizza strategia, creatività e adattamento, mostrando come gli scacchi continuino a funzionare come un ponte culturale che collega popoli, epoche e identità.